Vigile urbano ricorre contro se stesso e vince

Un vigile urbano che prende una multa dovrebbe essere come qualsiasi cittadino. Quando si prende una multa per eccesso di velocità di norma o si paga oppure si fa ricorso. Dall’altra parte la polizia municipale, o incassa i soldi, oppure, ricevuto il ricorso, difende la validità della contravvenzione confermando all’automobilista il pagamento. Non ci sono altre strade o diverse letture della stessa infrazione, soprattutto quando la violazione del codice della strada è effettuata da un macchinario elettronico. In provincia di Pesaro però sembra non funzionare così. Soprattutto se a prendere la multa è un vigile urbano.

Il vicecomandante e il capitano dei vigili della polizia locale dell’Unione Alta Valle del Metauro, in provincia di Pesaro, sono stati entrambi multati mentre erano fuori servizio, per essere passati davanti ad un autovelox viaggiando oltre il limite di velocità consentito. Una multa che però non hanno voluto pagare, sostenendo che l’autovelox fosse irregolare perché non presidiato da una pattuglia. Peccato però che quella postazione era stata installata proprio da loro e sotto la loro supervisione aveva individuato e multato decine di auto.

L’assurdo in tutta questa vicenda sta nel fatto che il vicecomandante e il capitano dei vigili, per le loro multe, hanno richiesto e ottenuto dal Prefetto l’annullamento della sanzione. Mentre per i ricorsi degli altri cittadini, hanno redatto e firmato le controdeduzioni della polizia locale, dichiarando ogni volta che l’autovelox era regolarmente posizionato, pur senza il presidio di una pattuglia, inducendo così il giudice di pace a confermare la multa di 150€. Sembrerebbe un’azione volutamente disonesta, visto che i due vigili urbani, stando alle prime indagini, smentivano per tornaconto personale ciò che sostenevano invece per infliggere multe agli automobilisti.

Il vicecomandante è stato rimosso seduta stante dal suo incarico. La determina di revoca del mandato fiduciario è stata firmata dal comandante della polizia locale dell’Unione Alta Valle del Metauro. In aggiunta, come dichiarato da Romina Pierantoni presidente dell’Unione, tutta la vicenda “avrà conseguenze gravi per i due protagonisti”.

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Marco Juric

si avvicina al calcio giocato, e alla Roma, grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Non contento, pur rimanendo folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha quindi deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.