Vendetta di Vasto: perde la moglie in un incidente stradale e dopo sei mesi uccide il responsabile

VENDETTA DI VASTO – Sei mesi, tanto è servito ad un marito, Fabio Di Lillo, devastato dal dolore per la perdita della moglie, Roberta Smargiassi, avvenuta in un incidente stradale proprio a Vasto, per smettere di confidare nella giustizia e nei suoi tempi e decidere di portare a compimento la propria vendetta personale, freddando Italo D’Elisa, il ragazzo che gli aveva portato via l’unica cosa importante della sua vita. Tre colpi all’addome, fuori da un bar della zona, il “Drink Water”, per porre fine alla vita di colui che si era preso quella di Roberta.

L’INCIDENTE – A scatenare l’orribile vendetta di Vasto era stato un incidente stradale avvenuto all’incrocio tra corso Mazzini e via Giulio Cesare. Roberta, in scooter, era stata investita dalla Punto di D’Elisa, reo di non essersi fermato ad un semaforo rosso. Il responsabile dell’incidente non era stato trovato positivo né a droghe, né a sostanze stupefacenti, ed era rimasto ferito a sua volta nell’incidente, non scappando ma chiamando i soccorsi. Da quel giorno però era partita una vera e propria mobilitazione popolare, con tanto di fiaccolata per chiedere giustizia per Roberta. Le indagini erano state chiuse a novembre e il ragazzo assassinato era in attesa di presentarsi davanti al gup per rispondere del suo gesto.

OGNI GIORNO CON LEI – Fabio Di Lillo però, quel trauma non l’ha mai superato. Andava ogni giorno sulla tomba della moglie, magari per pochi minuti o addirittura per alcune ore. Raccontano che a volte si fermasse anche a mangiare li, con lei. Mesi nei quali il suo unico pensiero deve essere stato di avere giustizia per la moglie. Sul suo profilo Facebook, sotto la foto della fiaccolata con scritto “giustizia per Roberta”, aveva postato una foto tratta dal film “Il Gladiatore”, dove il protagonista tornava a Roma per vendicare la famiglia morta. Ieri deve aver deciso che era tempo di fare da sé quello che la giustizia non sembrava star facendo. Ha aspettato D’Elisa, lo ha ucciso, e poi si è recato nuovamente al cimitero, lasciando sulla tomba della moglie la pistola della vendetta di Vasto. Ha poi chiamato un amico confidandogli il gesto e infine, nel tardo pomeriggio, si è costituito.

UNA TRAGEDIA NELLA TRAGEDIA – Per il capo della procura vastese, Giampiero di Florio, questo omicidio è una “tragedia nella tragedia” mentre per gli avvocati di D’Elisa ci sarebbe stata una campagna di odio da parte dei familiari della ragazza e se ne sono pagate le conseguenze. La tempistica dell’omicidio, sempre secondo il legale Pompeo Del Re, renderebbe evidente la premeditazione e i continui incitamenti a fare giustizia hanno portato a far si che qualcuno la facesse veramente.

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Mauro Zini

Coach di basket, aspirante giornalista sportivo, laureando in comunicazione pubblica e d'impresa, sarebbe fantastico saper fare almeno una di queste cose. Appassionato di libri, cinema e serie TV, praticamente un Nerd da quando non era di moda esserlo.