Vastarella sotto attacco: il clan coinvolto nella sparatoria

Stesso teatro, stessa sceneggiatura: dopo l’omicidio del diciassettenne Genny Cesarano avvenuto lo scorso settembre, il rione Sanità, nel centro storico di Napoli, torna ad essere lo scenario di una sparatoria che vede coinvolte cinque persone, quasi tutte appartenenti al clan camorristico Vastarella. Stando ad una prima ricostruzione l’assassinio sarebbe avvenuto intorno alle 20 all’interno del circolo privato Maria Santissima dell’Arco, in via Fontanelle, e avrebbe visto protagonisti due o più giovani che a volto coperto e armati di pistole e mitragliette hanno iniziato a sparare all’impazzata, colpendo due passanti. Peraltro, essendo un’ora consona, molti erano i bambini che si trovavano in zona e che hanno assistito alla terribile scena.
Due i pregiudicati uccisi: Salvatore Vigna, 41 anni e il cognato Giuseppe Vastarella, 42 anni, esponente dell’omonimo clan camorristico, morto presso l’ospedale Pellegrini, dove amici e parenti hanno manifestato tutta la loro rabbia, implicando l’intervento delle forze dell’ordine. Il Vastarella era stato arrestato nel 2014 nella stessa strada in cui è avvenuto l’assassinio mentre era in compagnia di altri uomini appartenenti allo stesso clan. È infatti risaputo che i Vastarella abbiano tentato di accaparrarsi il rione Sanità attraverso il controllo del mercato illecito dello spaccio e del racket. Tre invece sono i feriti ricoverati presso l’ospedale Cardarelli in condizioni stabili: Dario ed Antonio Vastarella, di 33 e 24 anni, e Alfredo Ciotola, 22.
Dunque la camorra sembra colpire ancora e in modo piuttosto eclatante: oltre infatti alla sparatoria avvenuta ieri sera, il 20 aprile la caserma del quartiere Secondigliano è stata praticamente posta sotto assedio, in una sventagliata di colpi sparati contro lo stabile stesso. Il generale Antonio De Vita, comandante provinciale dei carabinieri si è così espresso: “Non ci facciamo intimidire; l’azione di questa dimostra che la presenza dell’arma nel territorio è incisiva e che le continue, martellanti operazioni danno molto fastidio. Continueranno in maniera sempre più marcata”.

 

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Ludovica Pallotta