Pisa: uomo travolto e ucciso sui binari

Pisa: uomo travolto e ucciso – E’ successo a Pisa, intorno alle 17.30 di ieri. Un 31enne, di nazionalità nigeriana, è stato travolto ed ucciso mentre attraversava i binari nei pressi della stazione San Romano di Pisa.
All’origine del tragico incidente una “fatale” distrazione causata da un paio di cuffie per la musica:pare, infatti che il giovane, ignorando le grida dei passanti che lo avrebbero messo in guardia sull’imminente pericolo abbia, invece, attraversato i binari rimanendo travolto dal passaggio del potente convoglio. Nonostante l’immediato intervento dei soccorritori, per l’uomo non c’è stato nulla da fare. A causa del traffico ferroviario la linea Livorno – Empoli – Firenze 

Pisa: uomo travolto e ucciso

Pisa – stazione San Romano

aveva subito, nel corso del pomeriggio di ieri, ritardi fino a 30 minuti. Fino alle 19,30 di ieri polizia e forze dell’ordine hanno avviato sopralluoghi e indagini sul luogo dell’incidente.

Pisa: uomo travolto e ucciso – Il tragico incidente di ieri pone l’accento sul problema della sicurezza nei luoghi pubblici. Questa immane tragedia riporta alla mente un altro grave incidente avvenuto proprio a Pisa nel gennaio del 2014, quando una ragazzina di 14 anni venne travolta ed uccisa da un convoglio che viaggiava sui binari della stazione di Cascina. Fatalità volle che anche la ragazza indossasse cuffie audio durante l’attraversavamento dei “binari dell’orrore”. Anche per lei non ci fu nulla da fare: nonostante le grida dei compagni di classe che l’ammonivano dall’attraversare quelle “rotaie senza ritorno”, l’assordante rumore della musica stava ormai pilotando il tragico destino di una giovane vita. Cuffie, ma anche stereo ad alto volume all’interno di abitacoli in movimento rappresentano l’ultima frontiera della società delle contraddizioni: la legge ancora non interviene in merito. Intanto il consumismo continua a mietere vittime nell’assordante indifferenza di chi, ad oggi, continua a far finta di non sentire.

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Annamaria Di Sibio

Passione e malinconia. Si, la vita è passione e malinconia; come l'estate e i rigidi inverni dell'anima, come la pioggia, con il suo triste e malinconico ticchettio, preludio alla primavera e poi l'estate, e ancora l'estate e l'eterna passione per la vita. Dura ma meravigliosa questa vita.Un dono inestimabile questa nostra esistenza: non siamo nati per sopravvivere, ma per vivere intensamente questo paradiso terrestre magicamente imperfetto che ci addestra leoni nella giungla d'asfalto della quotidianità. Cosa sarebbe la vita senza la malinconia? Che sapore avrebbe la felicità fine a se stessa, la gioia senza la soddisfazione del merito, della fatica, della sana competizione? Che sapore avrebbe una vita priva di coraggio, di lotta per la sopravvivenza e cosa sarebbe una vita senza ambizioni? Tristezza. Sarebbe insipida, inutile, sterile, frigida tristezza. Anche oggi la malinconia prende il sopravvento, mi lacera, mi incupisce, mi fa piangere. Io e la malinconia: amiche, compagne, sorelle. Abbiamo percorso lunghi sentieri, a volte tortuosi, a volte ripidi eppure siamo ancora qui, io e lei , a ridere delle paure del passato, a brindare alle vittorie ottenute, a benedire gli errori che ci hanno plasmato così come siamo adesso: vive, malinconicamente vive, magicamente noi, io e lei, la mia malinconia. La malinconia è donna, ne sono certa. Ha lunghi capelli nero corvino, proprio come i miei. Bussa ogni giorno alla mia porta per farmi compagnia, per ricordarmi che la fragilità è umana, che la tristezza e il dolore fanno parte della vita e che, senza di loro, non potrebbe esistere la felicità. Gioia e dolore: due facce della stessa medaglia, due modi di vivere e di pensare la vita. Si, la vita è ciò che pensiamo, è come la viviamo, è come la amiamo. La vita siamo noi. Questa sono io.