Unioni Civili: il Pd prosegue la sua battaglia

Il ddl Cirinnà sulle Unioni Civili supera il primo voto al Senato, respingendo la richiesta di non passaggio all’esame degli articoli del ddl Cirinnà sulle unioni civili con 101 voti a favore e 195 voti contrari, un solo astenuto. La richiesta di non passaggio agli articoli sul disegno di legge è stato firmato dai senatori Roberto Calderoli della Lega, Gaetano Quagliariello di Idea e altri 74 senatori. Decisivi i voti del M5s, che assicurano ancora una volta, di votare compatti per il ddl. Tra i contrari c’è stata anche una gran parte del gruppo di Ala di Denis Verdini. Il presidente del Senato, Pietro Grasso, aveva già respinto la richiesta di voto segreto sul non passaggio all’esame degli articoli del ddl Cirinnà.

Non sono mancate le reazioni nei confronti della decisione del presidente Grasso. Quagliariello definisce Grasso “arbitro di parte”: «Trovo che la sua sia una scelta grave dal punto di vista della forma. Lei che è arbitro ha deciso con un’interpretazione che sembra il surrogato di una decisione della Corte Costituzionale e ha deciso chi ha ragione e chi ha torto» e aggiunge «Iniziare questa contesa e questa seduta con un arbitro che ha preso parte non è una buona sensazione». Carlo Giovanardi, di Popolari per l’Italia, risponde così alla decisione di Grasso: «Lei nega l’evidenza, fa il servo sciocco della maggioranza». La risposta del presidente del Senato arriva immediatamente: «Le sue offese sono medaglie».

Nel Pd non mancano divisioni sull’argomento delle adozioni. Il Pd si è orientato sulla libertà di coscienza, ai propri senatori, solo su tre emendamenti. Uno dei tre riguarda la sostituzione della stepchild adoption con l’affido rafforzato. Ma per i cattolici del Pd gli emendamenti al ddl da sottoporre al voto di coscienza sono 9 e non 3.

Sul provvedimento è tutta la maggioranza divisa con i si del Pd e i no da Area Popolare. Pesa anche la decisione di Beppe Grillo di lasciare libertà di coscienza al M5s che, però, a larga maggioranza sono a favore della legge.

 

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Alfonso Riccitelli

Mi chiamo Alfonso Riccitelli sono nato a Piedimonte Matese in provincia di Caserta, trasferito a Roma dove mi sono laureato in Scienze Politiche, ho collaborato con uniroma.tv e radiosapienza come speaker. Le mie passione sono il cinema e le serietv americane, seguo anche lo sport specie il calcio e la pallacanestro. Il mio sogno è di diventare un giornalista, magari affermato.