Uber? È un Ncc, non un taxi

Uber non è un servizio di taxi. A ribadirlo è stata la sentenza del giudice di pace, riaffermando la validità della distinzione operata dalla Corte di Giustizia Europea tra il servizio di trasporto pubblico – effettuato dai taxi – e quello di auto a noleggio con conducente fornito da chi lavora per Uber.

La decisione è arrivata una volta che il giudice ha deciso di accogliere il ricorso dell’azienda californiana, dopo che i vigili urbani di Genova hanno multato per 1.750 euro, ritirato la patente di guida e il libretto di circolazione del veicolo a un autista iscritto alla piattaforma Uber, contestandogli l’esercizio abusivo dell’attività di tassista secondo l’articolo 86 del codice della strada. Secondo la sentenza, infatti, a sbagliare sono stati i vigili: la sanzione nei confronti dell’autista sarebbe dovuta essere comminata in base all’articolo 86, che regolamenta i Ncc. E se Uber ha accolto con favore la decisione, non altrettanto hanno fatto i tassisti, che hanno scioperato a Genova nel fine settimana e in seguito a Torino. Ad approfittare dello stop dei taxi, però, è stato proprio lo stesso Uber, promettendo ai propri clienti uno sconto del 20% finché non cesseranno le agitazioni.

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Costanza Giannelli

Nasce e cresce (poco, in realtà) in Toscana. Nel 2013, dopo la laurea in Storia Contemporanea si trasferisce a Roma, dove approda alla redazione di Lineadiretta24. Lettrice onnivora e incontenibile logorroica, è appassionata di politica, diritti, storia, De Andrè e Scrubs, non necessariamente in quest’ordine. Curiosa di natura e polemica per vocazione, ama l’India e colleziona lauree, ma giura che la terza sarà l’ultima.