Tarragona, incidente: 13 vittime, 7 italiane

“Mi dispiace, mi sono addormentato”. Queste le parole pronunciate dall’autista dopo il tragico incidente del pullman in Spagna dove hanno trovato la morte ben 13 ragazze, di cui 7 italiane: Francesca Bonello, Elisa Valent, Valentina Gallo, Elena Maestrini, Lucrezia Borghi, Serena Saracino e Elisa Scarascia Mugnozza. Tutte facevano parte del programma Erasmus e avevano un’età compresa tra i 19 e i 25 anni. Erano le 6 del mattino del 20 marzo quando tutto è successo. Le 6 del mattino a Tarragona sull’AP-7 vicino Freginals. Non era l’unico bus pieno di studenti, anzi, ce n’erano altri quattro. Tutti e cinque stavano rientrando a Barcellona dopo aver assistito alla notte dei fuochi (Fiesta de las Fallas) a Valencia.

Dai primi rilievi si è potuto constatare che alcune studentesse non avevano le cinture di sicurezza, tant’è che sono state catapultate fuori dal bus immediatamente dopo l’impatto. Le vittime, come abbiamo detto precedentemente, ammontano a 13 mentre i feriti sono 34, di cui 23 ancora ricoverati negli ospedali di Tortosa, Reus, Tarragona e Barcellona, tra questi anche quattro italiani. Sei di questi 23 totali gravano in situazioni critiche e tra questi si aggiunge l’autista. Quest’ultimo, infatti, indagato per “imprudenza” e omicidio colposo, doveva presentarsi dal giudice ieri mattina alle 10 per l’interrogatorio ma, viste le condizioni in cui versava, si è provveduto al rinvio.

L’uomo di 63 anni, secondo Razon, è risultato negativo ai controlli su tasso alcolemico e droga. Dunque si dovrebbe trattare di errore umano. Un errore umano che lo stesso autista ha ammesso: “Lo siento, me he dormido” (Mi dispiace, mi sono addormentato). E alla fine della fiera questo sonno è costato la vita di 13 ragazze in una rosea alba che assomiglia più a un cupo tramonto.

Twitter: @Francesco Nespoli

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Francesco Nespoli

Laureato in lettere moderne all'università di Torino e in "Editoria e Scrittura" alla Sapienza. Appassionato di vari sport tra cui calcio, tennis e rugby ma di gran lunga il preferito non è tra questi. Si tratta, invece, del buon, caro, vecchio, sano subbuteo (s'intenda che parlo dell'old subbuteo e non della variante moderna definita con un asettico e privo di fantasia "calcio da tavolo"). Idolo indiscusso non può che essere l'ornitologo Peter Adolph accompagnato da P. P. Pasolini e dal cinico Nanni Moretti (quello di Palombella Rossa, in particolare).