Strisce blu e multe illegittime: facciamo chiarezza

Parcheggiare sulle strisce blu e poi ritrovarsi una multa sul parabrezza non è certo piacevole, soprattutto se abbiamo regolarmente acquistato il ticket e lo abbiamo esposto. Tutto farebbe pensare che siamo stati multati illegittimamente, ma non è così, poiché, se la nostra vettura occupa il parcheggio oltre l’orario coperto dal ticket, la multa che ne consegue non può essere considerata illegittima, e questo nonostante il codice della strada non si esprima in modo cristallino in merito ad un eventuale rinnovo una volta che l’orario di sosta sia scaduto. Cerchiamo dunque di fare chiarezza in merito.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel 2014 aveva sostenuto che “in materia di sosta, gli unici obblighi previsti dal Codice sono quelli indicati dall’articolo 157, comma 6, e precisamente l’obbligo di segnalare in modo chiaramente visibile l’orario di inizio della sosta, qualora questa sia permessa per un tempo limitato, e l’obbligo di mettere in funzione il dispositivo di controllo della durata della sosta, ove questo esista; la violazione di tali obblighi comporta la sanzione prevista dal medesimo articolo 157, comma 8, del Codice medesimo”.

Lo scorso anno il Mit ha affidato ai comuni la regolamentazione delle strisce blu, dicendo che è il comune stesso ad avere la facoltà di “selezionare e scegliere le misure più idonee per rispondere agli obiettivi che intende perseguire al fine di favorire il ricambio più o meno frequente dei veicoli in sosta”. La multa sarebbe comunque nulla, o illegittima, in quelle aree di sosta a tempo indeterminato. Il comune in questione è però obbligato a creare delle aree di sosta dove non esistano dispositivi di controllo o durata della permanenza. In quelle zone, invece, considerate come aree pedonali o nelle Ztl o in quei luoghi di pregio storico, bisogna necessariamente attenersi alle regole poiché, in caso di trasgressione, un ricorso sarebbe inutile.

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Claudia Pellegrini

Nasce a Sora nel lontano 1978. Cresce divorando libri di ogni genere e consumando penne su fogli di quaderno. Tra una storia e l’altra si diploma al Liceo Classico, e sceglie di lasciarsi alle spalle la Ciociaria ed i gatti per tentare la fortuna a Roma dove, nel corso degli anni, consegue prima una Laurea Magistrale in Lettere Moderne, e poi, più per noia ed abitudine che per amore dello studio, ritorna nei corridoi della Sapienza per conseguirne un’altra in Editoria e Scrittura. Lettrice seriale e maniacale (toglietele tutto ma non i suoi libri), “gattara” e pizzaiola, divoratrice di film horror e serie tv, nonostante sia ormai un reperto archeologico ancora non ha trovato la sua strada nel mondo. Forse è nascosta tra le pagine di un libro magari scritto proprio da lei.