Strasburgo da l’ok al controllo della mail aziendale

Un datore di lavoro può controllare la mail aziendale di un dipendente ed eventualmente licenziarlo? Adesso si. La Corte europea dei diritti umani, infatti, ha sostenuto che non c’è alcuna violazione del diritto alla privacy, ed inoltre le società possono licenziare il dipendente in questione qualora l’utilizzo dell’account aziendale sia per fini personali. La questione è stata sollevata in seguito al ricorso presentato a Strasburgo da un cittadino romeno, il quale, licenziato per aver utilizzato in maniera impropria la messaggeria Yahoo, lamentava una violazione di privacy ed anche un ingiusto, a suo parere, licenziamento.

Secondo Strasburgo invece è più che lecito che un datore di lavoro voglia verificare che i dipendenti svolgano il compito per cui sono pagati durante l’orario di lavoro, e, nel caso specifico del cittadino romeno, il controllo della messaggeria Yahoo non comporta una violazione di privacy poiché è stato fatto nella convinzione di controllare comunicazioni professionali e aziendali, non certo conversazioni private.

Dunque una mail potrebbe costarci il posto di lavoro? Secondo quanto deliberato dalla Corte di Strasburgo si. In un’epoca in cui la tecnologia accompagna costantemente la nostra giornata non ci sembra poi così strano che ci sia la necessità di controllare che il suo utilizzo non lasci i binari della vita privata trasferendosi su quelli della nostra professione. Vogliamo scambiare mail con amici e familiari anche durante l’orario lavorativo? Nessuno ce lo impedisce, a patto che usiamo un account personale.

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Claudia Pellegrini

Nasce a Sora nel lontano 1978. Cresce divorando libri di ogni genere e consumando penne su fogli di quaderno. Tra una storia e l’altra si diploma al Liceo Classico, e sceglie di lasciarsi alle spalle la Ciociaria ed i gatti per tentare la fortuna a Roma dove, nel corso degli anni, consegue prima una Laurea Magistrale in Lettere Moderne, e poi, più per noia ed abitudine che per amore dello studio, ritorna nei corridoi della Sapienza per conseguirne un’altra in Editoria e Scrittura. Lettrice seriale e maniacale (toglietele tutto ma non i suoi libri), “gattara” e pizzaiola, divoratrice di film horror e serie tv, nonostante sia ormai un reperto archeologico ancora non ha trovato la sua strada nel mondo. Forse è nascosta tra le pagine di un libro magari scritto proprio da lei.