Strage di Orlando, terrore e l’intolleranza

Orlando. Ennesima strage nello stato americano della Florida, ancora sotto shock per l’’uccisione della giovane star Christina Grimmie ;  un atto di lucida follia omicida, di terrorismo religioso, di forte intolleranza sociale e sessuale. Alle 2 della notte di sabato il killer Omar Seddique Mateen, 29 anni e cittadino statunitense di Port St. Lucie, armato di un fucile d’assalto, una pistola ed un ordigno, ha fatto irruzione all’interno del locale gay Pulse ed ha cominciato a sparare all’impazzata sulle oltre cento persone che affollavano il locale con un bilancio drammatico di cinquanta morti ed oltre cinquanta feriti."Orlando"

L’assassino si è poi barricato all’interno del locale, tenendo in ostaggio diverse persone fino all’arrivo degli agenti di polizia; dopo un violento scontro a fuoco, il terrorista è stato ucciso mentre un agente è stato ferito in maniera non grave grazie all’elmetto in Kevlar. L’America è sotto shock per quella che è stata definita dal presidente Obama come la peggiore strage nella storia americana, un atto di terrore, odio e ferocia inaudita. Intanto proseguono le indagini per scavare a fondo nella vita del killer Omar Mateen che, secondo quanto riportato dalla Nbc, prima di compiere la strage avrebbe chiamato il 911 ( numero americano per le emergenze) dichiarando di voler giurare fedeltà al leader dell’Isis Abu Bakr al-Baghdadi e citando l’attentato della maratona di Boston del 2013 che causò la morte di tre persone ed oltre duecento feriti. Intanto, via web, gli jihadisti rivendicano la strage di Orlando considerandola come il miglior regalo per il Ramadan ed indicando il terrorista Mateen come un combattente dello stato islamico. L’attentatore, nato in Florida ma di origini afgane, era un’ex guardia giurata, già noto all’Fbi che aveva  aperto un’indagine su di lui in seguito a due segnalazioni avvenute nel 2013 e nel 2014 come riporta il Daily Beast. Intanto a Santa Monica è stato arrestato un sospetto nella cui auto sono stati ritrovati fucili d’assalto ed esplosivi; secondo voci investigative, il sospetto sembrava diretto al gay pride di Los Angeles. Ancora da chiarire se i due fatti siano collegati tra loro o si tratti di semplice emulazione.

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Raffaele Patti