Star Trek Bridge Crew: la recensione dell’ultima fatica Ubisoft

STAR TREK BRIDGE CREW – Il mondo si divide in due grandi categorie di persone. Coloro che amano Star Trek e coloro che non lo hanno mai apprezzato. Se appartenete al secondo gruppo, questa recensione con tutta probabilità non è per voi. Se invece appartenete al primo gruppo, continuate assolutamente a leggere, perché molti di voi, finalmente, potranno realizzare un sogno. Star Trek Bridge Crew, infatti, ci proietta direttamente sul ponte di comando di una nave stellare, la USS Aegis. Il periodo temporale è di poco successivo rispetto ai film reboot di JJ Abrams. Anche lo stile delle navi, della strumentazione e delle uniformi è quello della nuova trilogia. La vera innovazione di questo titolo consiste nel fatto che sia un titolo nativo per VR, ovvero per visori di realtà virtuale. Una volta indossato il nostro caschetto saremo proiettati direttamente sulla plancia della nostra nave e potremo così vivere in prima persona le avventure di Kirk e Spock.

SIGNOR SULU, IMPOSTI LA ROTTA – L’altra grande intuizione di questo Star Trek Bridge Crew è la sua centrale vocazione online. La nostra nave per muoversi e compiere le missioni avrà bisogno di un equipaggio di 4 persone. Un capitano, necessario a impartire gli ordini e coordinare il lavoro delle altre postazioni rappresentate da: un navigatore in grado di guidare la nave tra anomalie e pericoli, un tattico che dovrà misurarsi con l’uso delle armi e delle scansioni delle aree circostanti, e infine un ingegnere con il compito di ripartire l’energia nei vari sistemi della nave e preoccuparsi delle riparazioni. Se nella modalità in single player a noi spetterà la poltrona del comando, impartendo ordini a dei subalterni controllati dalla IA, è unicamente nell’online che le meccaniche di gioco trovano il loro pieno compimento.

QUATTRO TESTE, UNA NAVE – Le missioni online ci proiettano direttamente nello spazio inesplorato e qui iniziano i problemi. Ci saranno momenti concitati nei quali il capitano dovrà essere abile a impartire gli ordini giusti, contando sul fatto che ogni postazione li esegua nella maniera corretta. Per sfuggire a un agguato potrebbe non essere necessario che il timoniere manovri nel modo giusto la nave, se l’ingegnere non darà la giusta potenza ai motori. Il meccanismo è abbastanza complesso, ma rispecchia fedelmente quella che è la tradizione di Star Trek, regalando attimi di pura gioia a tutti gli appassionati.

UN COMPARTO GRAFICO IMBARAZZANTE – Nonostante l’idea di base sia entusiasmante, Star Trek Bridge Crew non è tuttavia esente da pecche. La maggiore delle quali è rappresentata da un dettaglio grafico davvero inadeguato. La versione provata su VR Sony per PS4 propone dei modelli poligonali francamente indegni di una produzione del 2017. Il titolo potrebbe facilmente essere scambiato per un titolo di 10/15 anni fa e la qualità degli effetti speciali è ugualmente imbarazzante. A conti fatti ci si trova tra le mani un titolo in grado di rapire i fan più puri di Star Trek grazie a un’idea di base fantastica, ma che si perde notevolmente in fase realizzativa e di varietà delle missioni. Questa peculiarità, unita al fatto di essere un titolo per VR, rende questo Star Trek Bdige Crew un gioco pensato unicamente per una fascia di pubblico di veri appassionati e non un titolo per tutti. Sperando che future patch o miglioramenti possano far venire a galla l’enorme potenziale che questo titolo ha, per il momento ci sentiamo di consigliarlo unicamente a chi davvero è nato e cresciuto sperando un giorno di poter emulare il capitano Kirk.

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Mauro Zini

Coach di basket, aspirante giornalista sportivo, laureando in comunicazione pubblica e d'impresa, sarebbe fantastico saper fare almeno una di queste cose. Appassionato di libri, cinema e serie TV, praticamente un Nerd da quando non era di moda esserlo.