Nuova Zelanda: spiaggiate 416 balene [GALLERY]

Lasciano letteralmente senza parole le immagini che provengono dalla Nuova Zelanda dove, nella giornata di venerdì, 416 balene sono rimaste spiaggiate. Nonostante i tentativi dei volontari di salvare più esemplari possibili riportandoli in acqua, purtroppo circa 300 balene sono già morte, mentre si cerca disperatamente di salvare le restanti, tenendole coperte e bagnandole con secchiate d’acqua per mantenere il giusto grado di umidità, così da poter riprendere il mare una volta tornata l’alta marea. Il luogo del disastroso incidente, uno dei più gravi della storia del paese, è Farewell Spit, all’estremità settentrionale dell’isola del sud nella regione di Golden Bay, una delle due principali baie neozelandesi.

La causa dello spiaggiamento delle balene non è ancora stata chiarita, ma, secondo quanto riportato dal New Zealand Herald, si ritiene che all’origine dell’accaduto vi sia il fatto che le 100 balene pilota, incaricare di guidare il gruppo lungo lo stretto di Cook, abbiano sbagliato rotta, conducendo l’intero gruppo di cetacei sulla terraferma. Golden bay è conosciuta per rappresentare un pericolo per le balene in Nuova Zelanda. Questo è dovuto alla particolare conformazione del fondale che sembra confondere i cetacei, spingendoli verso la terraferma anziché in mare aperto. L’unico aiuto in cui il gruppo di volontari ambientalisti impegnati in queste ore può sperare, può arrivare dall’alta marea, ma non è detto che le balene superstiti si possano salvare, visto anche che quelle riportate in mare non sembrano intenzionate ad allontanarsi, probabilmente perché perse nella baia o perché non vogliono abbandonare le proprie compagne. In Nuova Zelanda si sono già verificati episodi simili, il più grave nel 1918 quando furono circa 1000 le balene pilota a d arenarsi alle Chatham Islands.

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@vale_gallinari

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Valentina Gallinari

Nata in una città di mare, da quando vive a Roma si domanda se la presenza dei gabbiani in giro per il centro, sia l'inequivocabile presagio della fine del mondo...Laureata in storia dell'arte, ama la fotografia, le vecchie polaroid, il cinema e il mercato di Testaccio di sabato mattina. Aspirante giornalista, trascorre il suo tempo tra gatti e mostre fotografiche, ma soprattutto a sperare che questo sogno diventi realtà.