Sparatoria a San Bernardino, morto uno dei bambini feriti

Salgono a 3 i morti della sparatoria a San Bernardino del 10 aprile, quando un uomo ha fatto irruzione in una scuola elementare aprendo il fuoco contro una docente e togliendosi poi la vita. Oggi il bilancio è salito a 3 vittime: non ce l’ha fatta uno dei due bambini rimasti feriti da Cedric Anderson, 53 anni. Nonostante i primi timori, non si è trattato di terrorismo: l’uomo avrebbe solamente voluto sparare alla moglie, Elaine Smith, in un gesto disperato, causando però, col suo folle gesto, un’altra vittima innocente: Jonathan Martinez, 8 anni. All’origine del blitz ci sarebbe, secondo la polizia, una violentissima lite domestica durante la quale la donna avrebbe manifestato la volontà di lasciare il marito.

Tanto è bastato per provocare una nuova sparatoria a San Bernardino, città già tristemente nota per l’attentato avvenuto in un centro sociale per disabili lo scorso 2 dicembre 2015. In quell’occasione, 14 persone erano morte e 22 rimasero ferite. Stavolta però, i due alunni colpiti nella scuola North Park Elementary non sarebbero dovuti rientrare tra gli obiettivi di Anderson; semplicemente si trovavano per caso accanto alla maestra – vero bersaglio dell’uomo – quando il killer ha aperto il fuoco. Immediato il commento della polizia locale, che su Twitter ha subito smentito l’ipotesi di un nuovo attentato in favore della tesi dell’omicidio-suicidio.

Una strage, l’ennesima, che forse si poteva evitare, e che purtroppo non sarà l’ultima: lo scorso 15 febbraio il Senato degli Stati Uniti ha approvato l’allentamento della stretta sulla vendita di armi voluta dall’ex presidente Barack Obama. La norma era già stata approvata dalla Camera, e intende abolire nuovamente i controlli sulle persone con disturbi mentali che vogliono acquistare armi da fuoco. Il testo è attualmente in attesa del vaglio del presidente Donald Trump, che se deciderà di firmare lo trasformerà in legge.

 

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Twitter autore: @JoelleVanDyne_

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Viola D'Elia

Nata 27 anni fa, ha vissuto a Roma, Istanbul e in India. Sempre pronta a fare le valigie, sogna di vedere ogni angolo di mondo. Oltre a coltivare ambizioni alla Jules Verne, i suoi interessi includono accumulare libri, la musica e il cinema. E’ capace di commuoversi ogni volta che rivede Hugo Cabret; ama scrivere e fare domande, ma non riceverne. Specialmente di lunedì mattina. Crede fermamente nella filosofia di Big Fish: «Tenuto in un piccolo vaso il pesce rosso rimarrà piccolo, in uno spazio maggiore esso raddoppia, triplica o quadruplica la sua grandezza».