La chitarra degli Eagles non suona più

Un altro. A distanza di pochi giorni dalla scomparsa di David Bowie se ne va un altro grande della musica. Glenn Frey all’età di sessantasette anni ci lascia dopo un periodo travagliato. La morte è legata a complicazioni per artrite reumatoide, polmonite e colite ulcerosa.

Cantautore, musicista e anche attore statunitense si spegne a New York dopo una lunga battaglia. Il suo contributo alla musica e, in particolare, al pop rock e al country rock passa per la band degli Eagles. Da lui stesso fondata nel 1971 assieme a Don Henley, Bernie Leadon e Randy Meisner. La formazione consegna alla storia canzoni intramontabili come Take It Easy e Hotel California. Poi nel 1980 dopo varie tensioni dovute al successo raggiunto dalla band, questa si scioglie. Glenn Frey, così, intraprende la carriera da solista riscuotendo un relativo successo. Più che altro in questo periodo si avvicina al cinema come attore con comparsate nella serie tv Miami Vice, per cui scrive anche delle canzoni come Smuggler’s Blues e You Belong to the City, e recita nel film Jerry Maguire con Tom Cruise. L’ultima parabola della sua vita si apre nel 1994 quando avviene, dopo quattordici anni, la prima reunion degli Eagles. La gloriosa band cavalca i vecchi successi con vari live in giro per il mondo. Poi nel 2007 danno alle stampe un nuovo album Long Road Out Of Eden, settima opera della band statunitense. Nel 2013 intraprendono un nuovo tour per promuovere il documentario History of the Eagles.

Come è evidente, Glenn Frey, con gli Eagles, ha segnato la storia del rock. Così i suoi compagni di viaggio sul sito ufficiale della band alle 22.50 di ieri annunciano la sua scomparsa: “È con grande dispiacere che informiamo della scomparsa del nostro compagno e fondatore degli Eagles Glenn Frey, avvenuta a New York lunedì 18 gennaio 2016. Glenn ha combattuto nelle ultime settimane una battaglia coraggiosa”.

Twitter: @Francesco Nespoli

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Francesco Nespoli

Laureato in lettere moderne all'università di Torino e in "Editoria e Scrittura" alla Sapienza. Appassionato di vari sport tra cui calcio, tennis e rugby ma di gran lunga il preferito non è tra questi. Si tratta, invece, del buon, caro, vecchio, sano subbuteo (s'intenda che parlo dell'old subbuteo e non della variante moderna definita con un asettico e privo di fantasia "calcio da tavolo"). Idolo indiscusso non può che essere l'ornitologo Peter Adolph accompagnato da P. P. Pasolini e dal cinico Nanni Moretti (quello di Palombella Rossa, in particolare).