Sharing economy: uber vs taxi

L’agitazione che in questi giorni sta coinvolgendo tassisti di tutta Italia riguarda la sharing economy: l’emendamento Milleproroghe infatti conterrebbe norme che spianerebbero la strada a colossi come Uber, il servizio di car sharing dal valore di 69 miliardi di dollari. Un giro d’affari vertiginoso: secondo le stime, le prime 35 aziende di sharing economy valgono qualcosa come 300 miliardi di dollari.

sharing economyCome ha affermato il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, “Nessuna norma danneggia i tassisti. Vanno semplicemente regolamentati i servizi tecnologici per la mobilità che consentono di intercettare una nuova domanda di servizi. I giovani, infatti, utilizzano poco i taxi e preferiscono le piattaforme di sharing. Si tratta quindi di ampliare l’offerta, per intercettare una nuova domanda, che altrimenti resterebbe inevasa”. In effetti il concetto di sharing economy va a rivoluzionare il nostro sistema socio-economico basato sulla proprietà privata, introducendo il concetto di “economia della condivisione”, per cui si tende a mettere a disposizione della collettività, appunto, beni preesistenti, evitando così inutili sprechi e consentendo ai cittadini di avere comodità e vantaggi. Il problema è appunto la regolamentazione dei servizi, un po’ in tutta Europa e in particolare in Italia, dove, si sa, i cambiamenti fanno sempre paura, soprattutto se si va a toccare gli interessi delle categorie.

Le app più utilizzate Tra i servizi di car sharing i più diffusi sono Blablacar (1,5 miliardi di capitale) e Uber: il primo utile per gli spostamenti da città a città, il secondo all’interno della stessa città. L’automobilista propone la tratta attenendosi alle tariffe del sito stesso, gli utenti, sulla base di feedback, contattano l’automobilista e il gioco è fatto. Uber si espande e lancia Uberpop, che permette a chiunque di far servizio di car sharing, anche se non in possesso di licenza NCC; Uberbus per affittare bus e UberEats per avere la cena a casa. Previsto anche il servizio che consente di affittare aerei, UberJet. A queste si aggiungono Lyft (5,5 miliardi), GrabTaxi (3 miliardi) e Mobypark, app attraverso cui è possibile affittare parcheggi inutilizzati.
Sul fronte ristorazione sta prendendo sempre più piede Gnammo, l’app che consente di mettere a disposizione la propria casa per pranzi e cene e quindi trovare ristoranti privati a prezzi molto più contenuti, così come AirBnB (30 miliardi di dollari), che ha rivoluzionato il sistema alberghiero. Ma sapevate che era possibile condividere anche il proprio capitale? Già, perché esiste Lufax, il sistema di condivisione di prestiti tra gli utenti che vale 18,5 miliardi di dollari.

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Twitter: @ludovicapal

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Ludovica Pallotta