Sgarbi e La Muta, “idiozia retorica” esporla per Capaci

Sgarbi e La Muta di Raffaello: una nuova crociata per il noto critico che definisce «un’idiozia della retorica» esporre il dipinto del 1507 nell’aula bunker di Palermo, in occasione della commemorazione della strage di Capaci. L’assessore alla Rivoluzione di Urbino la considera una decisione sciagurata «sussistendo il rischio che il prestito possa recare pregiudizio alla conservazione e alla fruizione pubblica del dipinto». Su quotidiano.net Sgarbi ha infatti ironizzato: «Ai due storici dell’arte del Comitato scientifico è molto piaciuta anche l’idea del direttore di installare uno schermo dove solitamente è esposta la Muta, su cui sia proiettato in diretta streaming il luogo dove si trova l’opera in prestito, sottolineando che il prestito vuole essere un contributo della Galleria nazionale delle Marche alla lotta alla mafia. Meraviglioso e ingegnoso. E perché non esporre la povera ‘Muta’, impossibilitata a protestare, anche in una camera a gas di Mauthausen per ricordare il sacrificio degli ebrei? O a New York nell’area delle Twin Towers?».

Di tutta risposta il direttore della Galleria Nazionale delle Marche in cui La Muta è esposta, Peter Aufreiter, afferma: « a lui non va bene qualcosa? D’accordo. È il diritto di ognuno, mi va bene. Però io sono il direttore e ne devo, ogni giorno, rispondere». La richiesta del prestito dell’opera rinascimentale è pervenuta dal Nucleo di Tutela del Patrimonio Artistico dei carabinieri. Tuttavia, per questioni di sicurezza e tutela, pare che la contrattazione sia sospesa. Alcune condizioni poste dal Comitato scientifico non sono state soddisfatte, dunque, spiega Aufreiter all’ Ansa, Sgarbi e La Muta di Raffaello possono stare tranquilli: «nel parere del Comitato da me presieduto figuravano una serie di indicazioni relative all’assicurazione, al trasporto, alla partecipazione diretta della Galleria nazionale al progetto di esposizione, che non sono state garantite, e il prestito non si farà».

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Letizia Del Pizzo

Mi chiamo Letizia Del Pizzo e sono nata a Roma nel 1991. Ho una laurea magistrale in Lettere Moderne e al momento frequento un master in Economia e Gestione dell'Arte e dei Beni Culturali presso la Business School di Roma de Il Sole 24Ore. Ho viaggiato molto, ma il mio sogno è contemplare il paesaggio silenzioso intorno alle rovine di Machu Picchu. Trascorro il mio tempo libero dedicandomi alla lettura, al cinema e alle serie tv. Adoro passeggiare con miei amici per la città e scoprire le continue iniziative culturali. Mi piacerebbe diventare una giornalista, una scrittrice o una critica cinematografica, perché sono convinta che le passioni acquistano valore quando vengono trasmesse.