Il terrore dello sciacallaggio nelle zone colpite dal sisma: tre arresti

È meglio essere l’ultimo fra i leoni che il primo fra gli sciacalli, recita un vecchio proverbio africano. Anche perché si sa, l’attività dello sciacallaggio non è una forma d’arte né una portatrice di onore: macchia, piuttosto, di angoscia anche quel briciolo di speranza che ancora resta negli abitanti delle zone vittime del recente sisma.

Sono passati circa venti giorni da quando il terremoto ha colpito le città di Amatrice, Accumoli e i comuni circostanti. In neanche un mese, mentre lo spettro della morte aleggia ancora nell’aria (ma lentamente si allontana) e i bambini ritornano in nuove strutture identificate come scuole, un altro mostro si abbatte sui sopravvissuti, quello dello sciacallaggio. Nella giornata di ieri 14 settembre, alcuni militari in servizio del Settimo Reggimento Carabinieri Laives (BZ), hanno fermato un’auto. La vettura, già sospetta, era proveniente da Amatrice e si stava immettendo sulla SS4 Salaria alla volta della capitale. In una nota si legge che gli occupanti dell’auto, tre cittadini afghani di età compresa tra i ventisette e i trentasette anni, uno dei quali residente a Roma e due in bassa Sabina, sottoposti a perquisizione personale e veicolare, sono stati trovati in possesso di diverse stoviglie occultate in vari borsoni, risultate poi essere state appena trafugate all’interno dell’agriturismo “Kristal della laga” sito nella frazione “Varone” di Amatrice. I tre, dopo l’accusa di furto aggravato, sono stati arrestati e condotti nel carcere di Rieti.

Questo non è il primo caso di sciacallaggio che ha colpito le zone terremotate. Nei giorni scorsi il gip Giuliana Filippello aveva convalidato gli arresti dei romani Massimiliano Pietroletti, 47 anni, e Stefano Messore (41) accusati di furto aggravato di giocattoli e altri beni destinati ai bambini della zona di Acquasanta Terme. Instancabilmente l’azione dell’arma dei carabinieri, congiunta a quella dei militari, tenta di prevenire, arginare e, se possibile, evitare che il fenomeno dello sciacallaggio avvenga e si diffonda.

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Mariachiara Oliva

Più conosciuta sotto falsa identità, i suoi migliori amici sono i libri, la musica e la scrittura. Cura un blog e ha scritto un lungo componimento poetico, ma sempre sotto falso nome. Non ama parlare di sé, preferisce che lo facciano gli altri. Ma in sua presenza, che sia chiaro. Da quando collabora con TV & Costume ha capito che il televisore non è solo un'estensione del tavolino.