Sara Bosco, stroncata a 16 anni dall’eroina

E’ morta presumibilmente a causa di un’overdose di eroina, Sara Bosco, la ragazza di sedici anni ritrovata in uno dei padiglioni abbandonati dell’ospedale Forlanini, a Roma. E’ stata la madre a dare per prima l’allarme: sapeva dove cercarla poiché, da quanto emerge dalle prime ricostruzioni della polizia, viveva in quel nosocomio. Ma al suo arrivo, Sara Bosco, era accasciata su una lettiga arrugginita: vani sono stati i tentativi dei medici che hanno provato a rianimarla sul posto ma non sono riusciti a salvarla, era troppo tardi. Di Sara Bosco si era già occupata la trasmissione televisiva Chi l’ha visto? proprio dopo la segnalazione della madre Katia Neri di 41 anni: arrivata lì da Santa Severa (provincia di Roma), la ragazza era scomparsa da due settimane.

Durante la telefonata la conduttrice Federica Sciarelli le fa qualche domanda e veniamo a conoscenza che Sara aveva lasciato gli studi in una scuola a Ladispoli e frequentava principalmente il Pigneto, Stazione Termini, Ostiense: Katia era preoccupata che la figlia fosse finita in un brutto giro. Sara, prima del tragico destino, era ricoverata in una comunità di recupero di Perugia. Scappata anche da quel posto, nella notte di martedì, è finita tra le braccia dell’eroina: droga fumata, forse crack (insieme con la cocaina). Dal commissariato di Monteverde sono in corso le indagini per capire chi possa aver venduto la dose alla ragazzina, probabilmente pusher asiatici attivi alla Stazione Termini. In un sms indirizzato alla madre del 27 gennaio scorso, Sara Bosco, aveva scritto una “girl” alla “fine” e pochi giorni prima di morire, era stata più chiara con un altro  messaggio ad un’amica: voleva farla finita, poiché stanca di una vita fatta di stenti. La storia di questa ragazza, non è soltanto il racconto di una vita stroncata dalla droga.

E’ la storia di una parte di mondo, che ogni giorno vediamo e facciamo finta di non vedere. E’ la storia dell’indifferenza al disagio altrui. E’ quando decidiamo di aprire gli occhi sulla realtà che ci circonda, ma è sempre troppo tardi. E’ la storia di un disagio fisico e morale. Di chi è diverso poiché non ha la possibilità di vivere come gli altri, e nessuno offre loro un’alternativa, una scelta.
Sara voleva stare soltanto con la madre. Scappava, ma tornava da lei. E tornava anche dall’altra lei, l’eroina.

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Twitter: @_mchiara

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Mariachiara Oliva

Più conosciuta sotto falsa identità, i suoi migliori amici sono i libri, la musica e la scrittura. Cura un blog e ha scritto un lungo componimento poetico, ma sempre sotto falso nome. Non ama parlare di sé, preferisce che lo facciano gli altri. Ma in sua presenza, che sia chiaro. Da quando collabora con TV & Costume ha capito che il televisore non è solo un'estensione del tavolino.