Roma, trovato morto nel Tevere lo studente USA scomparso

È dello studente USA scomparso il corpo ritrovato ieri nel Tevere. Beau Solomon, questo il nome del ragazzo americano visto per l’ultima volta giovedì scorso in un bar a Trastevere. Il corpo è stato ritrovato incastrato tra le canne nel Tevere all’altezza di Ponte Marconi, con una vistosa ferita alla fronte e con gli indumenti sporchi di sangue. Secondo gli investigatori, l’omicidio appare l’ipotesi più probabile. Intanto dagli Stati Uniti sono in arrivo i parenti dello studente 19enne dell’università del Wisconsin-Madison, che si trovava a Roma per seguire un corso estivo della John Cabot University.

Secondo quanto emerso dalle indagini, sembra che due testimoni abbiano assistito ad una scena compatibile con la dinamica dell’uccisione dello studente USA. I due raccontano di aver visto, nelle prime ore di venerdì, dunque poche ore dopo l’ultima posizione nota del giovane, un giovane che veniva scaraventato di sotto da ponte Garibaldi da un gruppo di persone. Inoltre, secondo le indagini condotte della squadra mobile, la sua carta di credito sarebbe stata utilizzata a Milano. Un’ulteriore conferma arriva, tramite i media americani, dai parenti dello studente. Sembrerebbe infatti che oltre ad aver rubato il cellulare, qualcuno potrebbe usato la carta di credito del ragazzo: “Dopo giovedì sono stati spesi 1.500 dollari”.

Beau Solomon voleva fare un’esperienza all’estero. Aveva studiato italiano per quasi un anno negli Stati Uniti per prepararsi al suo viaggio in Italia. Giovedì scorso era appena arrivato a Roma e da lunedì avrebbe cominciato il corso di finanza alla John Cabot University. Compagni e professori lo aspettavano venerdì mattina in classe per la giornata di orientamento. Beau non si è mai presentato.

Vai alla home page di LineaDiretta24
Leggi altri articoli dello stesso autore
Twitter: @MarcoJuric

Vuoi commentare l'articolo?

Marco Juric

si avvicina al calcio giocato, e alla Roma, grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Non contento, pur rimanendo folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha quindi deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.