Roma-Milan, giallorossi secondi da soli

Era da parecchio tempo che non si vedeva un Roma-Milan che avesse una qualche valenza ai fini della classifica. Sembrano passate, o in transito, le nuvole nere sui rossoneri che infatti arrivano all’olimpico da secondi, pari merito con i padroni di casa. Ci si gioca il secondo posto in solitaria e la possibilità di tenere la Juventus vicina, almeno per ora. Due squadre molto diverse in campo. Quella di Montella, una squadra giovane, brillante a livello fisico ma che pecca di esperienza e pazienza. La formazione di Spalletti, invece, rimaneggiata e rattoppata a causa delle tante assenze. Il Milan scende in campo con il 4-3-3, Donnarumma tra i pali, Romagnoli e Paletta a formare una coppia di centrali ormai rodata e Abate e De Sciglio sulle fasce a contenere le incursioni laterali dei romanisti. Bertolacci, Locatelli e Pasalic formano un centrocampo fisico ma veloce; sempre pronto a pressare e raddoppiare sul portatore di palla avversario. Niang Lapadula e Suso compongono il tridente d’attacco, pericolosissimi in alcune ripartenze ma raramente davvero minacciosi sotto porta. La minaccia più grande viene da Niang, chiamato a tirare un rigore al 27′ del primo tempo, trova l’opposizione di Szczesny.

La squadra di Spalletti scende in campo con gli stessi uomini e lo stesso modulo proposti nel derby. Anche a causa dei tanti infortuni, le scelte a disposizione del mister sono davvero poche. Oltre al portiere polacco, Rudiger, Manolas e Fazio compongono una difesa a tre che potrebbe essere insuperabile se affiancata a degli esterni di centro campo in grado di tornare a difendere. Emerson Palmieri e Bruno Peres, però, non sono certo fatti per arretrare a difendere. In particolare, nainggolan roma-milanil primo, sembra proprio non essere capace a farlo, manca completamente della fase difensiva. Strootman, DeRossi e Nainggolan completano il centrocampo romanista rendendolo forse troppo lento per il pressing incessante degli avversari. Tantissime, troppe le palle perse dai padroni di casa. Perotti e Dzeko fanno del loro meglio lì davanti. Il bosniaco corre molto e difende la palla come nessun’altro ma sembra estraniato dal resto della squadra quando mancano le ali a sostenerlo. A risolvere questo Roma-Milan è un tiro magistrale di Nainggolan da fuori area. Donnarumma è fuori posizione e il belga lo punisce con un piatone a giro sul secondo palo che nemmeno il giovane portiere milanista può raggiungere.

 

Twitter: @g_gezzi

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Giulio Gezzi

Laureato in Storia e memoria delle culture europee presso l'Università di Macerata. Da sempre interessato alla politica e alla storia contemporanea almeno tanto quanto alle serie tv, al cinema e al calcio. La ricerca dell'autonomia è quello che mi ha guidato fin'ora.