Roma Balduina: Tragedia sfiorata

Roma Balduina Tragedia sfiorata – Non c’è pace per la capitale. Il maltempo continua a mietere vittime sulle strade romane. Anche quest’anno la Balduina degli orrori è stata teatro di una tempesta di polemiche che, insieme alle calamità naturali di forti raffiche di vento, ha creato, oltre ai soliti disagi alla viabilità, anche ingenti danni a veicoli e parcheggi. A farne le spese sono stati i proprietari di alcune auto parcheggiate in via Cecilio Stazio che hanno visto naufragare, in una manciata di secondi, ogni vano tentativo di salvare le proprie autovetture. E così, impotenti di fronte al “nubifragio” di un dicembre da ricordare, la scena che si è presentata dinanzi agli attoniti automobilisti non ha lasciato adito a suspense, dubbi o speranze: un albero si è completamente abbattuto su una fila di autovetture, ora completamente distrutte. Il caso fortuito ha voluto che all’interno degli abitacoli non ci fossero persone, ma il panico e la costernazione hanno comunque preso il sopravvento paralizzando la viabilità.

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Roma Balduina Tragedia sfiorataDalle ore 20:00 le squadre dei vigili del fuoco si stanno adoperando, incessantemente, per sgomberare un’area che, periodicamente, presenta forti indici di criticità in termini di traffico e incidenti che, oramai, sembrano essere all’ordine del giorno. Insieme ai camion dei vigili del fuoco è stato reso necessario anche l’intervento di mezzi speciali, gru e mezzi di soccorso stradale. La viabilità è bloccata. I cittadini sono invitati a rispettare le regole della prudenza e del buon senso anche durante le prossime ore che si preannunciano “apocalittiche”.

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Annamaria Di Sibio

Passione e malinconia. Si, la vita è passione e malinconia; come l'estate e i rigidi inverni dell'anima, come la pioggia, con il suo triste e malinconico ticchettio, preludio alla primavera e poi l'estate, e ancora l'estate e l'eterna passione per la vita. Dura ma meravigliosa questa vita.Un dono inestimabile questa nostra esistenza: non siamo nati per sopravvivere, ma per vivere intensamente questo paradiso terrestre magicamente imperfetto che ci addestra leoni nella giungla d'asfalto della quotidianità. Cosa sarebbe la vita senza la malinconia? Che sapore avrebbe la felicità fine a se stessa, la gioia senza la soddisfazione del merito, della fatica, della sana competizione? Che sapore avrebbe una vita priva di coraggio, di lotta per la sopravvivenza e cosa sarebbe una vita senza ambizioni? Tristezza. Sarebbe insipida, inutile, sterile, frigida tristezza. Anche oggi la malinconia prende il sopravvento, mi lacera, mi incupisce, mi fa piangere. Io e la malinconia: amiche, compagne, sorelle. Abbiamo percorso lunghi sentieri, a volte tortuosi, a volte ripidi eppure siamo ancora qui, io e lei , a ridere delle paure del passato, a brindare alle vittorie ottenute, a benedire gli errori che ci hanno plasmato così come siamo adesso: vive, malinconicamente vive, magicamente noi, io e lei, la mia malinconia. La malinconia è donna, ne sono certa. Ha lunghi capelli nero corvino, proprio come i miei. Bussa ogni giorno alla mia porta per farmi compagnia, per ricordarmi che la fragilità è umana, che la tristezza e il dolore fanno parte della vita e che, senza di loro, non potrebbe esistere la felicità. Gioia e dolore: due facce della stessa medaglia, due modi di vivere e di pensare la vita. Si, la vita è ciò che pensiamo, è come la viviamo, è come la amiamo. La vita siamo noi. Questa sono io.