Rinvio a giudizio della Raggi per l’accusa di falso

Sembra quasi giungere a conclusione l’inchiesta sul cosiddetto ‘pacchetto nomine‘, che vede imputata il sindaco di Roma, accusata di falso e abuso di ufficio: ieri la notizia della richiesta di rinvio a giudizio della Raggi per l’accusa di falso mentre quella di per abuso di ufficio sembra archiviata.

Le indagini svolte dai magistrati riguardavano la legittimità o meno degli incarichi concessi dalla Raggi in seguito alla sua elezione a sindaco. In particolare l’attenzione si era concentrata sulla nomina di Renato Marra alla Direzione Turismo, per cui il sindaco avrebbe dichiarato alla responsabile dell’autorità anticorruzione del Campidoglio, Maria Rosa Turchi, che sarebbe avvenuta senza coinvolgere il fratello Raffaele. Sebbene le chat tra i due sembrano smentire tali circostanze, non sussistono elementi sufficienti perché vi sia dolo. La richiesta di rinvio a giudizio della Raggi è stata avanzata dalla Procura di Roma, che allo stesso tempo ha chiesto l’archiviazione dell’accusa di abuso d’ufficio, imputata alla stessa. Quest’ultima accusa riguardava invece le nomine dello stesso Marra e di Salvatore Romeo, a capo della segreteria politica, che non solo vide triplicato il proprio stipendio, percependo qualcosa come 100.000 euro circa, ma fu anche ‘imputato’ per le tre polizze sulla vita (del valore di 41.000 euro) che egli stesso aveva intestato alla Raggi. Ma anche qui sembra che non sussista dolo.

Soddisfazione da parte del sindaco di Roma, che ora vuole le scuse dai media, secondo le dichiarazioni riportate sul sito dell’Ansa:”la Procura di Roma ha deciso di far cadere le accuse di abuso d’ufficio. Per mesi i media mi hanno fatta passare per una criminale, ora devono chiedere scusa a me e ai cittadini romani. E sono convinta che presto sarà fatta chiarezza anche sull’ accusa di falso ideologico. Abbiamo sempre avuto grande fiducia nella magistratura e continueremo ad averne”.

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Ludovica Pallotta