Ridi che ti passa, i tanti modi per portare il buonumore sul web [INTERVISTA]

Ridi che ti passa è una pagina web che contiene aforismi, barzellette, battute e video divertenti, che solo su facebook conta oltre 5 milioni e mezzo di fan. Abbiamo incontrato l’ideatore di questo spassoso e umoristico sito web che ci ha spiegato i motivi di tale incredibile successo.

– Come è nato il progetto di “Ridi che ti passa”?

Il progetto è nato per caso, ero da poco iscritto a Facebook quando decisi di aprire una pagina umoristica pensandola all’inizio solo per i miei amici. Poi  i contenuti postati sono piaciuti, sono aumentate le condivisioni e la pagina ha varcato il confine dei miei amici e conoscenti. A quel punto mi sono reso conto che era qualcosa in più di una semplice pagina facebook e quindi ho aperto il sito web ufficiale e allargato la presenza su tutti gli altri social network.

ridi che ti passa– Come ti spieghi lo strepitoso successo che la pagina ha avuto in poco tempo?

Sinceramente all’inizio non me lo spiegavo, poi mi sono reso conto che le persone hanno bisogno ogni tanto di una pausa nella loro giornata, soprattutto nei momenti tristi o particolarmente stressanti. Come diceva Chaplin “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso” , ecco, io distribuisco sorrisi sul web.

– Quali riscontri hai dal numeroso pubblico che ti segue? Qualcuno ti dimostra apprezzamento per quello che fai portando il buonumore in una giornata magari grigia?

Il riscontro me li danno il numero di fan su Facebook (oltre 5 milioni e mezzo) e i follower su Twitter (122.000) e Instagram (circa 50.000). Ma soprattutto i centinaia di commenti che giornalmente mi arrivano in cui gli utenti mi ringraziano per averli fatti sorridere. Ogni commento del genere mi dà stimolo a continuare. Marco Liorni un giorno su Twitter mi scrisse che avevo una funzione sociale non da poco. Non mi sento così importante, ma se posso contribuire ad aiutare qualcuno mi fa piacere.

unnamed (1)– Pubblicare continuamente video e foto sul web richiedere evidentemente molto tempo. Hai fatto di “Ridi che ti passa” il tuo principale lavoro?

No , non è il mio principale lavoro, anche se richiede molto tempo. Su questo per fortuna la tecnologia mi viene incontro e mi aiuta. La cosa difficile è cercare sempre nuovi contenuti, che non siano volgari e in linea con la pagina. Anche se fare il distributore di sorrisi per lavoro non sarebbe male.

– Hai altri progetti per la pagina?

Certo, già da qualche mese è iniziato un merchandising di magliette, felpe e cover ufficiali di ridichetipassa, indossate e pubblicizzate anche da personaggi dello spettacolo. In futuro mi piacerebbe collaborare con qualche ospedale pediatrico o associazione per poter aiutare in maniera più sostanziosa e concreta chi ha bisogno di un sorriso.

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@vale_gallinari

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Valentina Gallinari

Nata in una città di mare, da quando vive a Roma si domanda se la presenza dei gabbiani in giro per il centro, sia l'inequivocabile presagio della fine del mondo...Laureata in storia dell'arte, ama la fotografia, le vecchie polaroid, il cinema e il mercato di Testaccio di sabato mattina. Aspirante giornalista, trascorre il suo tempo tra gatti e mostre fotografiche, ma soprattutto a sperare che questo sogno diventi realtà.