Ricostruzione post- terremoto: il progetto e i costi

All’indomani della devastazione provocata dal terremoto nel centro Italia si inizia a parlare di ricostruzione post-terremoto: il governo ha stanziato i primi 50 milioni e ha sospeso le tasse per le popolazioni colpite dal sisma. Riccardo Nencini, vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, sostiene inoltre che “nell’immediato bisogna sospendere il pagamento dei mutui e delle tasse per i cittadini e per le imprese delle zone colpite.”

Si parla poi di Casa Italia, un progetto di ricostruzione volto alla prevenzione infrastrutturale che permetta di evitare in futuro altre morti. Peraltro il premier Matteo Renzi ha parlato di interventi tempestivi:”dobbiamo fare un’operazione per cui i lavori procedono spediti”. Parlano poi gli esperti: “ora va fatta l’analisi degli edifici, alcuni, quelli storici, sono rimasti in piedi, ma l’attenzione è su quelli che sono crollati, ci sono interi pezzi di paesi spariti. Un tempo si costruiva bene, bisogna analizzare perché. E dare i numeri è difficile. Diciamo che dai 100 ai 300 euro a metro quadrato è una valutazione plausibile. La struttura è il costo minore, perché è povera di materiali, quello che pesa sul totale sono pavimenti, finestre, impianti. E si deve pagare comunque. Lo scopo è ricostruire un edificio che non uccida, con scale e le strutture che restino in piedi. Per semplicità diciamo che se un’edificio costa 100, la struttura 30-35, il resto è costo fisso che si possa costruire e consolidare, che si possano fare le cose bene, come a Norcia, è un dato di fatto” ha dichiarato l’ingegnere Francesco Sylos Labini, professore all’università la Sapienza di Roma al giornale la Repubblica.

Ovviamente nel progetto di ricostruzione post-terremoto si dovrà tener conto della volontà delle persone, che non vogliono allontanarsi dal luogo in cui sono nate: come ha dichiarato la presidente della Camera Laura Boldrinidobbiamo evitare per quanto possibile, le New Town“.
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Twitter: @ludovicapal

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Ludovica Pallotta