Quotazione petrolio: cosa cambia dopo il Brexit

Petrolio in forte rialzo. Sulla scia dell’euforia delle borse la quotazione del petrolio torna sui 50 dollari al barile. Insomma a distanza di pochi giorni sembra che i mercati finanziari abbiano già dimenticato il Brexit. Le principali piazze mondiali, dopo i ribassi record di venerdì e il consolidamento di lunedì, hanno messo a segno 2 sedute positive. Il petrolio ha guadagnato circa il 3,5% tornando, come detto, in area 50 dollari. Non a caso molti trader cominciano a chiedersi cosa sia cambiato dopo il Brexit. Secondo molti analisti, però, non è tutto come sembra. I rialzi delle ultime 2 sedute sarebbero dovuti al crollo di venerdì. Quello che si è scatenato dopo il brexit potrebbe essere intesa come una reazione eccessiva e i mercati si starebbero riallineando.

Ma attenzione, perchè si potrebbe tornare a scendere a breve. Ma torniamo a parlare di greggio cercando di analizzare l’andamento di questa fondamentale materia prima. Per prima cosa ci avvaliamo di questo grafico in tempo reale sulla quotazione del petrolio. Come si evince analizzando il grafico ad un mese il prezzo del greggio ha avuto una forbice piuttosto interessante. Potremmo dire che la quotazione è entrata in una fase laterale di attesa ma con un range piuttosto ampio che lascia spazio a operazioni di breve periodo piuttosto interessanti, per chi fa trading online.
Un altro fattore estremamente interessante viene fuori analizzando il grafico ad un anno. In questo caso vediamo che non siamo poi così lontani da i massimi che si posizionano intorno ai 60 dollari al barile. In sostanza con il brexit, almeno per quanto riguarda il petrolio, non è cambiato molto. Ovviamente questo non significa che non cambi nulla in futuro. Il processo di uscita della Gran Bretagna sarà molto lento e non è escluso che possano esserci altri temporali all’orizzonte.
Chi vuole investire sulla quotazione del petrolio, quindi, farebbe bene a seguire l’andamento dei mercati nel loro complesso. Sicuramente, oltre alla brexit, ci sono tantissimi altri fattori che possono determinare variazioni di prezzo sul prezzo del greggio. In particolare consigliamo di analizzare lo stato di salute dell’economia cinese. La locomotiva asiatica, infatti, sta rallentando fortemente la sua crescita e, di conseguenza, consuma meno petrolio. Un altro fattore di destabilizzazione dei mercati è quello relativo alla decisione della Fed di alzare o no i tassi di interessi USA. Come ben sappiamo la Yellen non sembra intenzionata a toccare i tassi nell’immediato, viste anche le novità a livello internazionale, ma è sempre opportuno monitorare il tutto.
Per chi vuole investire sul petrolio nel breve periodo consigliamo qualche etf o cfd per operazioni “mordi e fuggi” che consentano di tornare velocemente liquidi. Al momento, infatti, la quotazione del greggio è su un livello estremamente pericoloso, in una sorta di terra di mezzo da cui si può sia scendere che salire.

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Redazione