Quesito della bicicletta, troppo difficile per l’esame di maturità

Ieri, la seconda prova della maturità è stata una dura prova per tutti ma in particolare per chi ha dovuto affrontare il “quesito della bicicletta”. È toccata agli studenti dei licei scientifici, che tra i problemi da risolvere dovevano disegnare la pedana su cui possa muoversi una bicicletta con le ruote quadrate. Il quesito della bicicletta, appunto, è ispirato all’istallazione del MoMath (Museum of Mathematics) di New York. Gli studenti avevano a disposizione due problemi e dieci quesiti. Per passare l’esame avevano bisogno di rispondere ad almeno un problema e cinque domande.

quesito della bicicletta‘E’ un problema che incuriosisce dal punto di vista estetico, ma difficile e con vari quesiti nei quali bisogna entrare nel merito e che richiedono conoscenze profonde’ commenta Roberto Natalini, matematico del Cnr. ‘Un problema difficile anche per chi affronta l’esame di analisi 2 all’Università’ continua il professore che non si spiega come il quesito della bicicletta sia finito nei quesiti della maturità. ‘potrebbe essere un’idea data da qualcuno che forse non si rende conto di quello che fanno gli insegnanti di liceo’.

Un po’ meglio è andata per gli studenti del Classico che nella seconda prova se la sono vista con Seneca. Autore solitamente tosto ma che era stato previsto: magari qualcuno si era preparato a dovere. Il brano era tratto dalle lettere a Lucilio e parlava dell’importanza della filosofia e del bisogno che di essa ha l’uomo. Al liceo Scienze umane per Diritto ed economia politica si chiede di mettere in relazione il tasso di crescita e decrescita della disoccupazione. E nello stesso liceo, in altro indirizzo, si chiede di commentare un brano di “Apocalittici e Integrati” che analizza il rapporto tra mezzi di comunicazione e cultura contemporanea. Per Informatica il tema di quest’anno riguarda la gestione di un’applicazione Web di car pooling. Al liceo Linguistico la traccia di attualità chiede al candidato di analizzare un brano tratto dall’articolo “Poverty Affects Education – And our Systems Perpetrate It” scritto da Stephen Slade.

Twitter: @g_gezzi

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Giulio Gezzi

Laureato in Storia e memoria delle culture europee presso l'Università di Macerata. Da sempre interessato alla politica e alla storia contemporanea almeno tanto quanto alle serie tv, al cinema e al calcio. La ricerca dell'autonomia è quello che mi ha guidato fin'ora.