Putin annuncia il ritiro delle truppe dalla Siria

Putin annuncia il ritiro delle forze militari Russe dal campo di battaglia Siriano. La notizia è arrivata nella giornata di ieri tramite lo stesso capo del Cremlino, e va ad inserirsi in quel vasto mosaico che i negoziati di pace, in essere da qualche settimana, rappresentano.
La motivazione, stando alle dichiarazioni del presidente Russo, sarebbe un risultato soddisfacente in merito agli obiettivi militari che la Russia, dal settembre scorso, si era prefissata. Russia che ancora una volta coglie di sorpresa tutti e si erge ad un ruolo di protagonista nella geopolitica medio-orientale: proprio nello scorso settembre, mentre tutti discutevano, il Cremlino ordinò l’entrata in azione delle forze aeronautiche russe in supporto ad Assad. Stravolgendo quella che sembrava ormai una situazione totalmente a sfavore di quest’ultimo. Nel corso degli ultimi mesi (e va detto, nel totale silenzio dei più) esercito nazionale Siriano, Hezbollah, Pasdaran Iraniani e Russia hanno riconquistato una mole incredibile di territori, quegli stessi che erano stati sottratti (ma con tutt’altro clamore mediatico) da bande di terroristi armati, foraggiati non si sa da chi, e spacciati per ribelli anti-Assad desiderosi di democrazia. Tanto che ora Putin annuncia il ritiro delle proprie forze dalla Siria.
Putin annuncia il ritiro
Ora con questa mossa Putin blocca ogni tentativo pretestuoso dell’Arabia Saudita teso a muovere guerra sul campo in Siria. Risalgono infatti a poche settimane fa le dichiarazioni del Re Saudita Salman in merito ad un intervento armato in Siria, anche senza l’appoggio di comunità internazionale e Siria.
Intanto a Ginevra proseguono i negoziati, accompagnati da un cessate il fuoco che sembrerebbe andare avanti dallo scorso 27 febbraio. Da una parte il fronte occidentale chiede una transizione politica morbida, nell’ottica che Assad si faccia da parte; dall’altra Russia, Iran e ovviamente la stessa Siria rivendicano la legittimità di un governo eletto dal popolo sovrano nel giugno del 2014.
Fatto sta che il ritiro dell’aviazione russa dal campo di battaglia è un fattore rilevante, idoneo a certificare la bontà delle operazioni condotte negli scorsi mesi e destinato a segnare in modo netto i negoziati per la pace in Siria.

 

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Federico Lordi