Promuovere un film con finti annunci di lavoro

C’è la crisi e la disoccupazione giovanile. Va bene affrontare il problema ironicamente, ma prendere in giro chi cerca lavoro postando annunci falsi è di cattivo gusto. Sembra questa invece la strategia promozionale del film Il paradiso degli orchi, tratto dall’omonimo romanzo di Daniel Pennac. “Assistente Reclami e Riparazioni presso una catena di Grandi Magazzini a Milano e Roma” dice l’annuncio pubblicato da una certa “Paradiso Recruitmen”. Sono in duecento a rispondere a questo messaggio con la reale speranza di trovare un posto di lavoro, per poi scoprire che in realtà è tutto una finzione. Loro cercano persone con una “grande umiltà, presenza poco curata, capacità di recitazione, dissimulazione, carattere indeciso e iniziativa limitata”, e la gente risponde di avere il carattere necessario a questo tipo di lavoro. Loro vogliono lavoratori capaci di “assumersi la responsabilità di qualunque guasto agli oggetti difettosi in modo da impietosire a tal punto l’acquirente insoddisfatto da costringerlo a ritirare il reclamo”, e la gente, tranne pochi sospettosi, è disposta a scendere a tali compromessi. La descrizione dell’annuncio, invece, fa riferimento ad un lavoratore particolare: Benjamin Malaussène, il protagonista del film. Cinque i lettori che hanno riconosciuto il capro espiatorio di Pennac. Arduo tentativo da parte della Koch Media che distribuisce il film: in Italia sono più quelli che cercano davvero il lavoro che quelli che leggono libri.

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Cinzia Comandè

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