Mai più aghi: prelievi e vaccini con un cerotto

Un innovativo cerotto è stato messo a punto presso la Queen’s University di Belfast, 361 microaghi in un cerotto grande come una moneta da cinque centesimi che possono sostituire l’ago. Una tecnica indolore e che va a vantaggio delle persone che hanno paura della puntura. L’ago è efficiente nel somministrare farmaci e per prelevare campioni di sangue da analizzare ma bisogna inserire un pezzo di metallo nel corpo. Questo è problematico per molti bambini, in particolare per i nati prematuri che hanno bisogno di medicine. Inoltre, a causa della loro vulnerabilità, i dottori prelevano loro frequentemente campioni di sangue. Ryan Donnelly con la sua squadra di ricerca ha risolto il problema con il cerottino con centinaia di microaghi. E’ piccolo e di plastica ed i suoi microaghi penetrano soltanto nello strato più esterno della pelle. Non entrando a contatto coi nervi, non causano dolore né entrano a contatto con i vasi sanguigni. Al contrario, raccolgono il cosiddetto fluido interstiziale che circonda le cellule nello strato più esterno della pelle. Questo fluido contiene tutte le informazioni che servono al medico. Una volta tolto, il cerotto lascia la pelle intatta. Inoltre, il cerotto può essere usato per somministrare farmaci ed è ideale per i vaccini.

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Claudia Pellegrini

Nasce a Sora nel lontano 1978. Cresce divorando libri di ogni genere e consumando penne su fogli di quaderno. Tra una storia e l’altra si diploma al Liceo Classico, e sceglie di lasciarsi alle spalle la Ciociaria ed i gatti per tentare la fortuna a Roma dove, nel corso degli anni, consegue prima una Laurea Magistrale in Lettere Moderne, e poi, più per noia ed abitudine che per amore dello studio, ritorna nei corridoi della Sapienza per conseguirne un’altra in Editoria e Scrittura. Lettrice seriale e maniacale (toglietele tutto ma non i suoi libri), “gattara” e pizzaiola, divoratrice di film horror e serie tv, nonostante sia ormai un reperto archeologico ancora non ha trovato la sua strada nel mondo. Forse è nascosta tra le pagine di un libro magari scritto proprio da lei.