Ponte del 25 aprile: 7,4 milioni di italiani in viaggio

“Il 25 aprile è lunedì: bene, week end lungo”. Deve essere stato più o meno questo il pensiero di milioni di italiani al momento della spunta del calendario lavorativo per il 2016. L’Anniversario della Liberazione, come spesso capita, diventa un giorno in più di vacanza subito dopo la Pasqua e prima delle tanto agognate vacanze estive. E gli italiani anche quest’anno approfitteranno del ponte lungo per muoversi attraverso la penisola, lasciando momentaneamente le proprie città.

Secondo un’indagine condotta dalla Federalbergi infatti, saranno circa 7,4 milioni gli italiani che si muoveranno questo 25 aprile: l’89,4% (e cioè circa 6,6 milioni di italiani) rimarrà in Italia, mentre il 10,1% (743 mila) si recherà all’estero. Le mete preferite per chi rimarrà nel Bel Paese saranno il mare (43,6% della domanda), le località d’arte maggiori e minori (21,9%) e la montagna (18%). Per chi andrà all’estero le grandi capitali europee assorbiranno il 58% della domanda, seguite dalle località marine per il 22%.Tutti dati però non confrontabili con l’anno scorso quando la festività capitò di sabato e nemmeno con il 2014, anno in cui si trovò a ridosso della Pasqua.

Un week end lungo caratterizzato però dal maltempo, soprattutto al centro-sud dell’ Italia, dove si prevedono basse temperature e precipitazioni per tutti e tre i giorni a ridosso del 25 aprile. Le isole dovrebbero rimanere esenti dalla pioggia per l’intero week end,  mentre il nord Italia avrà un sabato nero caratterizzato da continui piovaschi, con probabili schiarite nelle giornate di domenica e lunedì. Il minimo comun denominatore in tutta la penisola saranno però le temperature molto basse rispetto alle medie del periodo, con le massime che non dovrebbero superare i 20°. Dopo l’ormai classica giornata di pioggia di Pasquetta, si prevede quindi un altro periodo di vacanza non supportato dalle belle giornate. Queste le previsioni per il prossimo week end:

25 aprile meteo

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Marco Juric

si avvicina al calcio giocato, e alla Roma, grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Non contento, pur rimanendo folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha quindi deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.