Paura UE: sarà Brexit?

Ancora una settimana e poi sapremo: il 23 giugno si svolgerà in Gran Bretagna il referendum per la permanenza ( Bremain ) o l’uscita ( Brexit ) del paese dall’Unione Europea. La consultazione elettorale fu promessa dal presidente Cameron due anni fa in occasione delle elezioni politiche e segue di dodici mesi l’altro importante referendum sulla secessione della Scozia, vinto dai sostenitori dell’unità nazionale.

Come noto, in questi decenni la Gran Bretagna è stata parte dell’unione ma non ne ha sostenuto appieno le cause, non è membro fondatore, non ha adottato la moneta europea. Legata inizialmente al Commonwealth, ha negli anni successivi sposato sempre più la causa americana, anche a scapito degli interessi di Bruxelles.

Ufficialmente gran parte dei partiti sostiene il NO alla Brexit, non solo i più tradizionalmente europeisti laburisti e liberaldemocratici. Cameron ha impegnato la propria credibilità politica per convincere l’elettorato conservatore che il progetto europeo, sia pure riveduto e corretto, sia la scelta vincente. In realtà sembra che i tories non lo stiano ascoltando: la voce che sta emergendo più forte dentro il partito è quella per il SI, sostenuta da Boris Johnson, ex sindaco di Londra. L’unico movimento schierato apertamente per la Brexit è quello di Farange.

Nelle ultime settimane i numerosi sondaggi pubblicati hanno visto una progressiva crescita del SI, che al momento sembrerebbe in vantaggio. Gli europeisti sperano che possa ripetersi l’effetto Scozia ma si stanno già preparando gli scenari che deriverebbero dalla perdita da parte dell’UE di una delle sue economie più ricche. Il cancelliere dello Scacchiere George Osborne ha paventato una manovra finanziaria da 30 milioni di sterline per arginare gli effetti interni della Brexit.

Conseguenze anche per noi italiani, molti dei 600 mila connazionali che vivono in Gran Bretagna dovrebbero abbandonare un luogo che dal 24 rischia di non essere più parte di quella grande comunità che pur tra problematiche e difetti contribuimmo a creare.

Twitter: @MicheleSarno76

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michele sarno