Parco archeologico del Colosseo: via libera!

Via libera al parco archeologico del Colosseo. A un mese dalla bocciatura del TAR, che aveva accolto il ricorso di Roma capitale contro il ministero dei Beni Culturali in quanto – avevano scritto i giudici amministrativi – “le disposizioni di legge non hanno attribuito al ministro alcun potere di creare un nuovo ufficio dirigenziale generale, come quello istituito per il parco archeologico del Colosseo“, la sentenza del Consiglio di Stato ribalta la situazione dando ragione a Dario Franceschini. Una sentenza “che fa davvero giustizia” – afferma il ministro della cultura. La lunga querelle tra il ministro e la sindaca Raggi, che definisce l’intero progetto come “abuso di potere”, sembra sia giunta al capolinea. Proprio su twitter la sindaca pentastellata, il 7 giugno scorso, aveva annunciato: “#Colosseo Hanno vinto i cittadini. Bene TAR. Sconfitto tentativo governo. Roma resta di tutti“.

Una sentenza storica quella odierna e, secondo quanto afferma il ministro, “necessaria”: “Anche Roma con il parco archeologico più importante e visitato del mondo potrà allinearsi con i musei e i luoghi della cultura che stanno vivendo una stagione di successi grazie alla riforma del sistema museale italiano e ai nuovi direttori” – commenta Franceschini. Un patrimonio artistico-culturale che abbraccia oltre 78 ettari di storia: dal Colosseo ai Fori, fino al Palatino e alla Domus Aurea. La nomina del nuovo direttore è prevista per il prossimo autunno. Si riparte dal concorso Internazionale.

Parco archeologico del Colosseo – Nelle sentenze depositate, il Consiglio di Stato si è pronunciato su tre punti fondamentali: il necessario coinvolgimento di Roma Capitale sulle questioni decisionali; la fonte istitutiva e infine il conferimento dell’incarico di direzione del parco archeologico del Colosseo anche a cittadini non italiani. “Ripartono il parco archeologico #Colosseo e la selezione internazionale per il direttore“, ha scritto su twitter il ministro per i beni culturali e il turismo Dario Franceschini. A coronare il sogno di questa inaspettata vittoria Irina Bokova, direttore generale dell’UNESCO che, pare, entrerà a far parte del consiglio di amministrazione del nuovo parco archeologico. Tra colpi di TAR, twitter e movimenti a cinque stelle il gioco delle parti continua.

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Annamaria Di Sibio

Passione e malinconia. Si, la vita è passione e malinconia; come l'estate e i rigidi inverni dell'anima, come la pioggia, con il suo triste e malinconico ticchettio, preludio alla primavera e poi l'estate, e ancora l'estate e l'eterna passione per la vita. Dura ma meravigliosa questa vita.Un dono inestimabile questa nostra esistenza: non siamo nati per sopravvivere, ma per vivere intensamente questo paradiso terrestre magicamente imperfetto che ci addestra leoni nella giungla d'asfalto della quotidianità. Cosa sarebbe la vita senza la malinconia? Che sapore avrebbe la felicità fine a se stessa, la gioia senza la soddisfazione del merito, della fatica, della sana competizione? Che sapore avrebbe una vita priva di coraggio, di lotta per la sopravvivenza e cosa sarebbe una vita senza ambizioni? Tristezza. Sarebbe insipida, inutile, sterile, frigida tristezza. Anche oggi la malinconia prende il sopravvento, mi lacera, mi incupisce, mi fa piangere. Io e la malinconia: amiche, compagne, sorelle. Abbiamo percorso lunghi sentieri, a volte tortuosi, a volte ripidi eppure siamo ancora qui, io e lei , a ridere delle paure del passato, a brindare alle vittorie ottenute, a benedire gli errori che ci hanno plasmato così come siamo adesso: vive, malinconicamente vive, magicamente noi, io e lei, la mia malinconia. La malinconia è donna, ne sono certa. Ha lunghi capelli nero corvino, proprio come i miei. Bussa ogni giorno alla mia porta per farmi compagnia, per ricordarmi che la fragilità è umana, che la tristezza e il dolore fanno parte della vita e che, senza di loro, non potrebbe esistere la felicità. Gioia e dolore: due facce della stessa medaglia, due modi di vivere e di pensare la vita. Si, la vita è ciò che pensiamo, è come la viviamo, è come la amiamo. La vita siamo noi. Questa sono io.