Padre Graziano condannato a 27 anni

Gratien Alabi, per tutti Padre Graziano, è stato condannato a 27 anni di reclusione per l’omicidio di Guerrina Piscaglia, la casalinga 50enne scomparsa il primo maggio 2014  da Ca’ Raffaello, piccola frazione di Badia Prataglia, nell’Aretino.

Secondo la Corte d’Assise di Arezzo, Padre Graziano ha ucciso Guerrina e poi ha occultato il corpo. A due anni dalla scomparsa, 16 udienze, più di 60 testimoni ascoltati e 6 ore di camera di consiglio, arriva la sentenza di condanna per Padre Graziano.

A nulla sono serviti l’sms sulla presunta fuga d’amore con il marocchino “amorozo”, i racconti sul fantomatico Zio Francesco, le dichiarazioni poco attendibili del congolese per depistare le indagini e condurle verso l’ipotesi di allontanamento volontario. Guerrina, lascia il marito Mirko Alessandrini e il figlio Lorenzo di 24 anni, ma non per sua volontà, è stata uccisa da Padre Graziano, forse esasperato dalla relazione extraconiugale con la parrocchiana.

Alla lettura del dispositivo che condanna Padre Graziano, la famiglia di Guerrina scoppia finalmente in un pianto liberatorio ma non può accontentarsi della condanna, vogliono poter portare un fiore a Guerrina “Ora dica dove è il corpo” – chiede Mirko Alessandrini –“Avevo il cuore a duemila e pensavo di morire. Mia moglie non c’è più, ma ha avuto giustizia nel suo 52esimo compleanno. Alabi ha tradito la fiducia di tutti noi: lo avevano accolto come un amico”.

Rizziero Angeletti, difensore di Padre Graziano “accetta” la sentenza di primo grado ma è “Solo il primo passo” – dichiara al termine dell’udienza – si tratta del primo grado di giudizio e faremo appello”.  Il legale ritiene che sono stati lesi i diritti del proprio assistito per questo si dichiara pronto a portare la propria difesa anche alla massima giurisdizione internazionale. La sentenza oltre la condanna a 27 anni prevede il pagamento di una provvisionale da parte di Padre Graziano a Lorenzo, il figlio della donna che ha ucciso.

 

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melania fusco

Classe 1982, romana e romanista doc, "fresco" avvocato con la grande passione per la scrittura e l'animo umano. "La penna è il mio pennello e realizzerò grandi opere di libertà".