News – “La nostra terra”, l’ultimo film di Manfredonia

Vi siete ispirati ad associazioni come Libera?
«La lotta di Libera per i beni confiscati alla mafia è una lotta quotidiana che si fa sui campi, mettendo a disposizione la propria esperienza. Ed è un modello positivo: si produce e si crea. Abbiamo preparato il film facendo viaggi, visitando cooperative. Raccolto racconti e incontrato persone. Come spesso succede siamo partiti con alcune idee per poi approdare ad altro» […].

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Da Accorsi a Rubini, c’è stata grande partecipazione da parte degli attori.
«Ho sempre avuto molta fortuna con gli attori. Stavolta li ho avuti speciali, che hanno impreziosito il lavoro che facevo. In più Rubini è un bravo regista, è stato un compagno di viaggio a 360 gradi» […].

Al centro del film c’è il concetto della legalità.
«Il nostro non è un film rigido, ma consapevole che la legalità è una cosa rigida. In Italia si tende ad esercitare una libera e personalizzata interpretazione della legge. Ma invece le norme sono precise e vanno rispettate integralmente. Detto questo gli uomini sono più complessi della legge, ci sono tanti colori dentro la distinzione, ferma, di cosa di può fare e cosa no. Mi piace anche che in questa storia la legalità diventa un’opportunità e non solo un dovere. Sinonimo di diritto e non solo oppressione» […] (fonte Repubblica). 

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Claudia Pellicano

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