News – L’importanza di chiamarsi Ernesto al Teatro Quirino

Il testo, che in inglese gioca con l’assonanza di parole fra Earnest e honest, un nome e una qualità morale, rappresenta un’importante riflessione sulla frivolezza delle questioni umane, un ripiegamento di Wilde che abbandonava ogni palese riflessione “politica” e attuale per soffermarsi sulle banalità della vita di ogni giorno di un gruppo di ricchi inglesi. Caso vuole che proprio a distanza di pochi anni sarà lo stesso Wilde a pagare il prezzo della sua esuberanza soccombendo sotto gli strali della morale vittoriana: è l’accusa pubblica di sodomia e il carcere.

Nei panni di Algernon, il personaggio che incarna più profondamente l’etica e la personalità di Wilde, non un uomo ma l’androgina Marianella Bargilli. “Attraverso un’implacabile lente deformante – afferma il regista – si legge tutto il marciume mal celato dell’Età vittoriana, quel moralismo omofobo e d’accatto che Wilde profondamente detestava e che lo avrebbe condotto alla rovina. Sembra assurdo, ma questa è la sua ultima commedia, la “commedia perfetta”, si cammina incoscienti, felici e ridenti sull’orlo dell’abisso.”

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Lavinia Martini

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