Nebrodi: il video della scuola degli orrori

Nebrodi, l’appennino siculo è lo scenario dell’ennesimo episodio di violenze e maltrattamenti sui bambini di una scuola elementare, a incastrare le tre maestre è il video ripreso dalle telecamere nascoste all’interno della classe.

“Sia chiaro, quello che succede in classe non si deve riferire a casa e quello che succede a scuola deve rimanere a scuola”, secco e deciso l’avvertimento della maestra del piccolo comune dei Nebrodi: i racconti di schiaffi, calci, spinte e strattonamenti dovevano restare tra le mura scolastiche, peccato e per fortuna che i segni di queste violenze fisiche e psichiche tornino a casa con le loro piccole vittime. L’invito a tacere non trova seguito, i bambini di 6,7 anni sono spaventati, piangono, non ci vogliono più tornare nella scuola degli orrori, neanche per la tanto desiderata recita scolastica. Scatta subito l’allarme dei genitori, partono le prime denunce, ecco che il commissariato di Sant’Agata di Militello piazza le telecamere nella classe, ecco il video degli orrori.

Alle vessazioni, seguono gli insulti e le minacce :”Sei una capra, cretino, schifosi, cammina tu e tua madre pure…Un porcospino sei, un ritardato mentale, siete cosa di stare per la strada è di andarsene veramente nel carcere minorile, non siete cosa di stare con le persone perbene. Appena tu non scrivi ti vengo a prendere e ti passo con i piedi sulla pancia, vi lascio il segno addosso per tutta la vita.”

Mentre proseguono le indagini, Il Gip di Patti, il dott. Ugo Molina su richiesta del sostituto procuratore Giorgia Orlando ha emesso tre ordinanze interdittive che dispongono la sospensione temporanea dall’insegnamento: un anno per la maestra di 57 anni, protagonista attiva dei soprusi e sei mesi per le altre due colleghe che assistevano impassibili dando il loro contributo in omertà e indifferenza.

Negli ultimi sette anni, la cronaca italiana  ha raccontato circa 70 casi di bambini maltrattati all’interno di una scuola, le associazioni a difesa dell’infanzia e la class action in continuo aumento dei genitori esigono una tutela maggiore, bisogna prevenire gli abusi, invece è sempre la solita abominevole solfa eppure, si sa, non esiste rimedio retroattivo per impedire le immagini raccapriccianti alle quali assistiamo tutti allibiti.

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melania fusco

Classe 1982, romana e romanista doc, "fresco" avvocato con la grande passione per la scrittura e l'animo umano. "La penna è il mio pennello e realizzerò grandi opere di libertà".