Nati sei cuccioli di camoscio appenninico nei Monti Sibillini

Nei primi di Maggio sono nati sei cuccioli di camoscio appenninico sul Monte Bove, nei Monti Sibillini. A renderlo noto è proprio il Parco Nazionale dei Monti Sibillini. La specie, reintrodotta nella zona nel 2008, conta ad oggi un centinaio di esemplari. Il camoscio appenninico era scomparso dalla zona ma la reintroduzione ha avuto successo e la colonia è ora in aumento.

camoscio appenninico

Nati 6 camosci appenninici in Parco Monti Sibillini. Specie reintrodotta nel 2008, oggi colonia di 100 esemplari. Roma, 18 maggio 2017. ANSA/PARCO MONTI SIBILLINI

Da qui a luglio, infatti, si attendono altri parti di camoscio appenninico. Gli animali non sembrano aver subito gravi conseguenze dopo l’anno terribile che ha vissuto la zona dei Sibillini. Sia i diversi terremoti che le grandi nevicate di gennaio hanno stravolto il paesaggio in diversi punti del Parco. Frane, valanghe e smottamenti hanno radicalmente cambiato il territorio. Sentieri crollati e costoni di montagna hanno ceduto, formando crepe e nuovi dislivelli. Diversi esperti

parlano di montagne cambiate e invocano nuove misurazioni per verificare i cambiamenti del terreno. Anche i corsi d’acqua hanno subito pesanti variazioni. Il fiume Tenna, che scorre tra il monte Priora e il monte Sibilla, è stato deviato e una

laghetto della sibilla

“Laghetto della Sibilla” fonte: “Avventure di Montagna” https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/18194185_1109397532500294_6002815745896856370_n.jpg?oh=7d92e90d5eed39684965d41ff9f53064&oe=59B0A358

grossa frana ne ha ostruito il letto formando un suggestivo lago che prima non c’era. Solo ora, con lo sciogliersi delle nevi, gli esperti del Parco, alpinisti esperti e escursionisti appassionati della zona, stanno verificando i danni e i cambiamenti paesaggistici e geologici.

L’allarme, poi rientrato, del prosciugamento del Lago di Pilato, sul monte Vettore è forse il simbolo dell’eccessivo allarmismo. I monti sono cambiati, i passaggi in diversi punti sono crollati o pericolosi ma saranno presto ripristinati e i sentieri del Parco saranno nuovamente fruibili da tutti. I terremoti hanno lasciato profonde cicatrici sulla terra e sulle montagne: le rocce spaccate in grezzi mattoni naturali sono il segno di quanto è successo. Ma la montagna e la natura proseguono il proprio corso naturale e noi non vediamo l’ora di tornare ad ammirare la bellezza dei Sibillini.

 

Twitter:@g_gezzi

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Giulio Gezzi

Laureato in Storia e memoria delle culture europee presso l'Università di Macerata. Da sempre interessato alla politica e alla storia contemporanea almeno tanto quanto alle serie tv, al cinema e al calcio. La ricerca dell'autonomia è quello che mi ha guidato fin'ora.