Morto Michael Cimino, premio Oscar per “Il cacciatore”

È morto Michael Cimino, il regista si è spento all’età di 77 anni. Ad annunciare il decesso è stato Thierry Fremaux, direttore del Festival di Cannes. Michael Cimino è stato l’autore di un film che ha fatto la storia del cinema, Il cacciatore, ma anche di colossali flop, come I cancelli del cielo. Cimino è stato un personaggio simbolo della Hollywood-contro e del cinema americano degli anni Settanta.

Michael Cimino nasce a New York da una famiglia borghese di origini italiane. Sin da giovanissimo si dedica agli studi di letteratura, pittura e architettura. Nel 1971 è entrato nella storia del cinema grazie al film “Il cacciatore”, famoso per il suo contrasto tra le inquietanti immagini della guerra e la vita quotidiana dei protagonisti. Considerato uno dei massimi capolavori del cinema mondiale, il film ha ricevuto 9 nomination agli Oscar del 1979, vincendone 5 tra cui quello per il miglior film.

Il suo film successivo è I cancelli del cielo western che racconta una contesa fra proprietari terrieri e immigrati europei nel Wyoming di fine Ottocento. All’uscita, il film non riceve il grande successo sperato, ma anzi le recensioni negative lo trasformano in uno dei più fragorosi flop della storia di Hollywood. La sua carriere conobbe così un rallentamento, che lo portò a realizzare in quel decennio solo altri due film, L’anno del dragone, nel 1985 e I siciliano, nell’1987.

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Arianna Arete Martorelli

Nasce a Roma lo stesso giorno di Francesco Facchinetti, che coincide casualmente con la data di morte di Leonardo da Vinci. Dopo il primo vero colloquio della sua vita, nell’ottobre 2013 diventa redattrice della sezione cultura e spettacolo per Lineadiretta24.it tra un articolo e un altro, nel tempo libero, si interessa di molte cose: cinema, teatro, fotografia, musica… concretamente gira, vede gente, si muove, conosce, fa cose. Dopo la laurea vorrebbe partire alla volta di New York per intervistare David Letterman. Spera di non dover mai scendere a compromessi meschini, odia bere l’acqua dalle tazze e i “no” a prescindere, crede fermamente che comunque, in fin dei conti, il destino ha sempre più fantasia di noi.