Milano: muore dopo l’arresto della polizia

Milano, viale Famagosta, sono le 17 passate, una pattuglia in borghese del nucleo investigativo del commissariato di Scalo Romana, nota dei movimenti sospetti all’interno di una Audi A4 station wagon, parcheggiata sulla carreggiata laterale. Seduti sui posti posteriori due magrebini di 34 e 31 anni che sembrano armeggiare con fare losco un pacchetto.

Gli agenti di via Chopin, intervengono tempestivamente, neanche il tempo di qualificarsi che i due malviventi tentano la fuga prendendo direzioni opposte, il trentaquattrenne in corsa verso via Santander viene repentinamente bloccato, l’altro riesce a prolungare di qualche attimo la sua libertà dirigendosi su una parallela di viale Famagosta, destino vuole che ad assistere a tutta la scena ci sia un funzionario di polizia penitenziaria fuori servizio.

E’ un attimo, l’agente si lancia con la sua smart all’inseguimento del marocchino, lo raggiunge e lo blocca a terra, viene caricato sulla macchina delle forze di polizia che procedono all’arresto. Durante il tragitto verso la casa circondariale, il marocchino ha un malore, accusa una forte crisi respiratoria, così dal viaggio verso il carcere si passa alla corsa disperata in ospedale. Arrivato al San Paolo di Milano in codice rosso, muore dopo mezz’ora dal ricovero per arresto cardiaco.

L’uomo era già noto alle forze dell’ordine per diversi precedenti, fermato più volte era stato trovato, nel 2013, in possesso di 45 chili di hashish e 35 mila euro, nella Audi A4, è stato infatti rinvenuto un carico di cocaina. Ora le indagini prenderanno necessariamente direzioni diverse: la polizia indagherà sul trentaquatrenne, mentre a seguito del decesso post fermo della polizia, saranno i carabinieri a seguire il caso del magrebino deceduto.

Un testimone oculare ha dichiarato alla polizia che l’immobilizzazione dell’uomo è avvenuta “con professionalità e senza violenza”, ma intanto il PM sembra aver comunque disposto il sequestro della smart di proprietà dell’agente.

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melania fusco

Classe 1982, romana e romanista doc, "fresco" avvocato con la grande passione per la scrittura e l'animo umano. "La penna è il mio pennello e realizzerò grandi opere di libertà".