Meningite a Milano: muore ragazza di 24 anni

Dopo l’allarme a Firenze, torna un nuovo caso di meningite a Milano. Si tratta di una studentessa 24enne della Statale di Milano; Alessandra Covezzi frequentava un master in Industrial Chemistry e si è sentita male nella mattinata del 26 luglio. Inutile la corsa in ospedale: all’arrivo le sue condizioni erano già gravissime e la ragazza è morta dopo due ore, alle 23. È stato un caso di meningite fulminante, causato dal batterio meningococco C, che si trasmette per via aerea e contro il quale esiste un vaccino che viene somministrato ai bambini in concomitanza con le prime vaccinazioni obbligatorie.

Immediatamente sono scattate le indagini per risalire ad amici, colleghi universitari e di tutte le persone che sono entrate in contatto con lei nei giorni immediatamente precedenti. La profilassi, infatti, prevede una breve terapia antibiotica di tre giorni per tutti coloro che siano stati a contatto con un soggetto infetto fino a dieci giorni prima (periodo di incubazione del batterio). Le ricerche sono state estese anche a Ferrara, dove Alessandra aveva trascorso il weekend. Finora sono una sessantina le persone a rischio individuate dall’Ats Metropolitana; saranno sottoposte alla procedura standard per evitare che si ripetano altri episodi.

Il caso di meningite a Milano riapre il dibattito – mai così attuale come negli ultimi tempi – sulle vaccinazioni. La sepsi da meningococco C, infatti, raramente lascia scampo, a meno che non sia individuato in tempo o non ci si sia vaccinati. All’ultimo appello dei medici della Toscana, regione in cui dall’inizio dell’anno sono stati 27 i casi individuati, si è unito quello di Luca Bernardo, direttore della Casa pediatrica Fatebenefratelli-Sacco, ospedale dove Alessandra è stata trasportata d’urgenza: “Tragedie come questa ci ricordano quanto sia importante vaccinare. Bisogna sottolinearlo sempre”.

nuovo caso di meningite a Milano

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Viola D'Elia

Nata 27 anni fa, ha vissuto a Roma, Istanbul e in India. Sempre pronta a fare le valigie, sogna di vedere ogni angolo di mondo. Oltre a coltivare ambizioni alla Jules Verne, i suoi interessi includono accumulare libri, la musica e il cinema. E’ capace di commuoversi ogni volta che rivede Hugo Cabret; ama scrivere e fare domande, ma non riceverne. Specialmente di lunedì mattina. Crede fermamente nella filosofia di Big Fish: «Tenuto in un piccolo vaso il pesce rosso rimarrà piccolo, in uno spazio maggiore esso raddoppia, triplica o quadruplica la sua grandezza».