Mattia Signorini: “Non ho parlato di molestie ma di possibilità di scelta”

Nei giorni scorsi, lo scrittore Mattia Signorini, in un lungo post su Facebook aveva raccontato – seguendo l’onda del caso Weinstein – di quando una giornalista famosa, di cui non fa il nome, lo invitò in albergo “in cambio di una recensione”. Ma i giornali hanno parlato di molestie in modo improprio e Mattia Signorini non ci sta. Perché? Perché lui parla della possibilità di scegliere e non di molestie subite.  Infatti, in un nuovo post ha scritto: “AGGIORNAMENTO: Intorno a questo post c’è stato un bailamme sinceramente esagerato, è rimbalzato qua e là nei giornali senza il mio consenso. Forse non è stato letto bene, o forse l’ho scritto male io e non sono riuscito a trasmettere quello che volevo, o entrambe. È un post che parla di possibilità di scegliere, in casi come quello raccontato dove non c’è stata alcuna coercizione. In quasi ogni mio post racconto una piccola storia da cui traggo qualche conclusione personale, e che condivido con chi passa da questa pagina, come fosse una piccola piazza di buoni conoscenti dove incontrarsi ogni tanto. In questo caso, per chi non ha letto fino in fondo – semplificandola – la conclusione era: Ti fanno una proposta di quel tipo? Puoi dire di no e andartene per la tua strada, o dire di sì senza poi pentirtene dopo. That’s it.  I giornali hanno riportato la parola “molestato”, tra l’altro attribuendola a una mia dichiarazione mai fatta. Nel post non ho parlato di molestie e ho rifiutato tutte le interviste. Ho cercato di fermare alcuni articoli dopo che mi avevano telefonato i giornalisti, ma non era in mio potere e non ci sono riuscito. Poi mi sono reso irraggiungibile al telefono proprio per evitare di alimentare questo gioco inutile anche solo rispondendo. Chi mi segue da un po’ su questa pagina sa bene quanto non ami la visibilità gratuita e quanto non faccia parte della mia persona. Prendere un post su facebook che parla di possibilità di scegliere e travisarne il contenuto per creare una notizia è un’operazione piuttosto triste e sleale. Mi dispiace per le vere vittime di violenza, sarebbe più opportuno parlare di loro”.

 

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@_mchiara

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Mariachiara Oliva

Più conosciuta sotto falsa identità, i suoi migliori amici sono i libri, la musica e la scrittura. Cura un blog e ha scritto un lungo componimento poetico, ma sempre sotto falso nome. Non ama parlare di sé, preferisce che lo facciano gli altri. Ma in sua presenza, che sia chiaro. Da quando collabora con TV & Costume ha capito che il televisore non è solo un'estensione del tavolino.