Matsuri Takahashi, ennesimo caso di suicidio per lavoro eccessivo

Tadashi Ishii, il presidente della Dentsu, la maggiore agenzia pubblicitaria in Giappone, durante una conferenza stampa ha dichiarato che rassegnerà le dimissioni nel mese del prossimo gennaio a seguito della morte di Matsuri Takahashi, una ex dipendente.

Il caso in esame che ha portato Tadashi Ishii alla scelta di congedarsi dall’azienda riguarda la 24enne Matsuri Takahashi, assunta nell’aprile del 2015, e costretta a turni straordinari di lavoro in media di 100 ore mensili: sarebbe stato questo motivo a spingere la ragazza al karoshi, vale a dire morte da troppo lavoro. “Siamo spiacenti di non essere stati in grado di prevenire un’abitudine ad orari eccessivamente lunghi per i nostri dipendenti. Mi assumo tutta la responsabilità e offro le mie più sentite scuse” ha affermato lo stesso dirigente Tadaschi Ishii. Attualmente sono circa 9.000 ogni anno le persone vittime di karoshi, termine nipponico apparso per la prima volta nel 1987 nei dati statistici del Ministero della salute, del lavoro e del welfare (Mhlw) giapponese e che da quel momento rappresenta uno degli incubi maggiori del Paese. La Dentsu è una società nota per le ore di lavoro brutali e il sistema spietato di gestione a cui sottopone i dipendenti. Quando Matsuri Takahashi cominciò a lavorare in quest’azienda, il numero dei dipendenti si era ridotto ma il carico lavorativo no: la ragazza arrivava a fare 100 ore di straoridario al mese (e ricordiamo che buona parte di queste ore non sono mai registrate né retribuite). Matsuri Takahashi, come si legge sul quotidiano giapponese The Japan Times, aveva cominciato a raccontare la sua crescente fatica su Twitter: da “ho perso ogni sentimento tranne quello di dormire” a messaggi come “forse la morte è un’opzione molto più felice”. Sono tweet strazianti questi di Matsuri Takahashi, vittima di una nazione che sfruttando i suoi lavoratori spinge loro alla scelta più estrema, quella del suicidio appunto.

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@_mchiara

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Mariachiara Oliva

Più conosciuta sotto falsa identità, i suoi migliori amici sono i libri, la musica e la scrittura. Cura un blog e ha scritto un lungo componimento poetico, ma sempre sotto falso nome. Non ama parlare di sé, preferisce che lo facciano gli altri. Ma in sua presenza, che sia chiaro. Da quando collabora con TV & Costume ha capito che il televisore non è solo un'estensione del tavolino.