Mascherina 1522: il codice per denunciare violenza domestica

Voglio una mascherina 1522”, questa la nuova frase in codice nata grazie ad un accordo tra i centri antiviolenza e la Federazione farmacisti. L’iniziativa è volta a fornire uno strumento in più a tutte le donne “intrappolate” nelle loro case e che sono vittima di violenze domestiche.

Pronunciare questa frase infatti equivarrà a denunciare di subire atti di violenza domestica. Il farmacista che sentirà dire dalla cliente “Voglio una mascherina 1522” si attiverà per fornire alla donna informazioni utili e aiuti opportuni. Questo periodo di pandemia, stando ai dati raccolti da diverse associazioni e da Amnesty International Italia, ha favorito l’incremento di episodi di violenza domestica nei confronti delle donne. L’obbligo di dover restare a casa e uscire solo per comprovata necessità a causa della diffusione del Covid-19 ha letteralmente intrappolato molte donne in situazioni di violenza domestica che, già preesistenti, si sono aggravate con la convivenza forzata. 

Il 1522 è il numero gratuito promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri –Dipartimento per le Pari Opportunità- attivo 24 h su 24 che accoglie le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking. Ma cosa succede quando si vive con il proprio aggressore? Utilizzare il telefono per richiedere aiuto è pressoché impossibile, è dalla consapevolezza della condizione in cui vivono molte donne che è nata l’iniziativa “mascherina 1522”, essendo le farmacie presenti in maniera capillare sul territorio nazionale e, nell’attuale emergenza sanitaria, tra i pochi esercizi sempre aperti.

Ad aprile il servizio del 1522 ha registrato un picco di telefonate per segnalare episodi di violenza domestica e chiedere aiuto. Nel mese di marzo le chiamate sono state 716, contro le 670 del marzo 2019, mentre dal 1 al 18 aprile 2020 sono salite a 1037, contro le 397 dello stesso periodo nel 2019. Anche l’utilizzo della app “1522” ha subito un incremento: a gennaio 2020 sono state 37 le richieste di aiuto, a febbraio 50, a marzo 143 e ben 253 nei primi 18 giorni di aprile.

 

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Twitter: @amiraabdel13

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Amira Abdel Shahid Ahmed Ibrahim

Amira Abd El Shahid Ahmed Ibrahim è nata a Roma, nonostante il nome che sembra uscito da un documentario di Super Quark e il cognome così lungo da convincere il funzionario dell’anagrafe a cambiare mestiere il giorno in cui è venuta alla luce possano depistare circa il suo luogo di nascita. Nata sotto il segno dei pesci è una meticcia: metà del sangue che le scorre nelle vene è arabo. Condivide la sua dimora con due gatti grassi, predilige alla maggior parte delle persone i quadrupedi che non hanno il dono della parola, ma all’occorrenza si adatta a interagire con il genere umano. Dopo la cucina, arte nella quale si diletta spesso per rendere chi la circonda una persona più felice e l’arricciarsi i capelli, Amira ha anche degli hobbies che implicano l’uso del suo quoziente intellettivo come: leggere e scrivere. Due funzioni di elementare apprendimento che lei svolge con grande passione. Collabora con il quotidiano on-line Lineadiretta24 dal novembre 2013. Caporedattrice della rubrica di viaggi dal 2016. Leggermente sindacalista dentro odia le ingiustizie che “affollano” il pianeta. Conta di cambiare il mondo un giorno, o di conquistarlo.