Manifestazione di unionisti catalani in piazza

Ieri a Barcellona si è tenuta la manifestazione degli unionisti, cioè di quei catalani che non appoggiano il progetto “golpista” di Puigdemont e dei tre partiti che stanno spaccando la Spagna. Sulla partecipazione c’è stato il solito balletto delle cifre: per gli organizzatori erano una milionata, per la Polizia 350.00. Ma tant’è, la cosa effettivamente non cambia, dato che il muro contro muro continua implacabile. I tre partiti che stanno portando avanti le istanze separatiste, alle ultime elezioni, hanno preso il 48% dei voti e grazie al meccanismo elettorale hanno una maggioranza del 54%; é solo quindi con la maggioranza nel parlamento regionale che hanno imposto il calendario separatista, mentre la pretesa di rappresentare tutti i catalani sembra almeno un pelo azzardata.

Stando al calendario dei separatisti domani si dovrebbe portare a termine il colpo di mano con la dichiarazione unilaterale di indipendenza. Ovviamente Rajoy è in seria difficoltà e si sta comportando da statista: cerca di mantenere la calma ed evitare ciò che invece ad alcuni pare quasi scontato: un confronto fisico, una guerra civile in Catalogna insomma. Infatti le autorità catalane non stanno dando a Madrid nessun margine di contrattazione. Le autorità catalane stanno agendo al di fuori della legge e pure un bel po’: non solo il referendum in se è illegale dal punto di vista della costituzione spagnola, ma anche dal punto di vista della legge catalana. Il giorno in cui la legge per il referendum venne approvata, nel parlamento catalano, la maggioranza ha violato tutte le norme procedurali e tutti i diritti delle minoranze possibili ed immaginabili, ed infatti ad intervenire è stata l’autorità giudiziaria locale, che ha agito indipendentemente dal governo centrale.

Insomma il governo di Madrid su cosa dovrebbe contrattare? Qualsiasi potere governativo al mondo avrebbe agito come quello di Rajoy e qualsiasi potere giudiziario avrebbe agito come quello spagnolo, dato che entrambi si stanno attenendo alla più scrupolosa legalità. Insomma la classe politica più corrotta (dati ufficiali), indebitata (dati ufficiali) ed incompetente (dati ufficiali) di Spagna, cioè quella della Catalogna, sta cercando, probabilmente, di salvare se stessa grazie ad una indipendenza cui nessuno è pronto. I catalani vivono in un incantesimo creato da un sistema scolastico basato sull’indottrinamento anti-spagnolo, vengono bombardati da una continua serie di menzogne propinate da un sistema informativo finanziato dallo stato e sempre filogovernativo-indipendentista. Sarà interessante vedere cosa farà Rajoy anche perchè è difficile oramai non fare danni.

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Francesco Corrado