Macedonia Italia: vittoria sofferta, ma la strada è quella giusta

Alla fine Macedonia Italia 2-3. Tre come i punti guadagnati in classifica che ci lasciano il primo posto nel girone di qualificazione ai Mondiali del 2018, in coabitazione con la Spagna. Adesso per l’Italia l’appuntamento è a novembre con il Liechtenstein. Un mese in cui Ventura dovrà riordinare le idee e decidere quale volto dare alla sua Italia. Perché ieri è arrivata la vittoria contro la Macedonia, ma per lunghi tratti gli azzurri sono stati surclassati dai modesti slavi. Un primo tempo giocato al piccolo trotto e risolto solamente grazie ad Andrea Belotti, lasciato colpevolmente solo in area di rigore. 0-1 all’intervallo che però non lasciava presagire nulla di buono per la ripresa. E infatti i macedoni tornavano in campo dopo la pausa indemoniati. Padroni del campo e nel giro di 180” mettevano alle corde gli azzurri. Prima Nestorovski al 57′
e poi Hasani, due minuti dopo, ribaltavano la partita. 2-1 Macedonia e il baratro per Ventura sembrava sempre più vicino.

Poi la svolta. Il CT azzurro prendeva coraggio e proponeva il suo vero modulo. Quello delle fortune a Pisa e Torino. il 4-2-4. Fuori Bernardeschi e Bonaventura, dentro l’uomo d’ordine Parolo e l’attaccante esterno azzurro più in forma, Nicola Sansone. Candreva, Belotti, Immobile e Sansone. Tutti avanti alla ricerca della vittoria. E da lì è partita la rimonta. Finalmente un’idea di gioco, i terzini che si sovrapponevano alle ali e una continua e incessante manovra avvolgente alla difesa macedone che trovava il suo sbocco naturale, il gol, prima al 75′ poi al 91′. Marcatore? Immobile, al terzo gol in tre partite azzurre.

L’era Eder-Pellé sembra ormai passata, il duo ex granta Belotti-Immobile funziona e segna. Il cambio generazionale prosegue e ora per Ventura è arrivato il momento di cedere il passo ai suoi uomini. Basta con i rimasugli della vecchia gestione. Dentro i giovani, che poi rispetto all’Europa così giovani non sono e libertà di 4-2-4. Perchè il girone va aggredito. Prima, probabilmente, passerà la Spagna e solo la seconda andrà ai playoff. DIetro Israele e Albania spingono forte, per questo Ventura deve scacciare ogni tipo di timore e imporre la sua idea di calcio. Che nella mezz’ora finale di Skopje ha funzionato e bene.

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Marco Juric

si avvicina al calcio giocato, e alla Roma, grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Non contento, pur rimanendo folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha quindi deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.