Louise Michel: la nave umanitaria finanziata da Banksy ha salvato 89 persone nel Mediterraneo

Lo street artist britannico Banksy ha finanziato una nave per salvare i rifugiati che tentano di raggiungere l’Europa dal Nord Africa. A rivelarlo è il Guardian in seguito a due salvataggi da parte della nave Louise Michel. 

L’imbarcazione è stata dipinta e finanziata da Banksy: rosa acceso con il disegno di una ragazza con indosso un giubbotto di salvataggio che tiene una boa di sicurezza a forma di cuore. Lo yacht a motore di 31 metri, precedentemente di proprietà delle autorità doganali francesi, si chiama Louise Michel in onore di un’anarchica femminista francese.

louise michelLa nave è partita in segreto il 18 agosto dal porto spagnolo di Burriana, vicino a Valencia, dove è stata attrezzata per i soccorsi in mare; ed è ora nel Mediterraneo centrale dove ieri ha salvato 89 persone in difficoltà, tra cui quattordici donne e quattro bambini. Il progetto è stato tenuto segreto fino al primo salvataggio per evitare che l’attenzione dei media potesse compromettere gli obiettivi della Louise Michel. 

L’equipaggio è composto da dieci membri, tutti attivisti europei con una lunga esperienza nelle operazioni di ricerca e soccorso, che si identificano come “attivisti antirazzisti e antifascisti che sostengono un cambiamento politico radicale”.

La Louise Michael è più piccola rispetto alle navi utilizzate per i soccorsi in mare, però nettamente più veloce: con i suoi 27 nodi sarebbe in grado di “superare si spera la cosiddetta guardia costiera libica prima di salire sulle barche con rifugiati e migranti e riportarli nei campi di detenzione in Libia”, ha affermato la capitana Klemp.

Ed è stata proprio Pia Klemp la prima ad essere contattata dallo street artist per dare vita alla Louise Michael. Lo scorso settembre Banksy ha inviato un’e-mail a Pia Klemp, ex capitano di diverse imbarcazioni di ONG che hanno salvato migliaia di persone in mare negli ultimi anni.”Ciao Pia, ho letto della tua storia sui giornali. Sembri una tosta. Sono un’artista del Regno Unito ed ho realizzato dei lavori sulla crisi dei migranti, ovviamente non posso tenermi i soldi. Potresti usarli per acquistare una nuova barca o qualcosa del genere? Per favore mi faccia sapere.”

Klemp, che inizialmente pensava fosse uno scherzo, crede di essere stata scelta da Banksy a causa della sua posizione politica. “Non vedo il salvataggio in mare come un’azione umanitaria, ma come parte di una lotta antifascista“, ha detto al Guardian.

Oltre ad aver dipinto la nave, il coinvolgimento di Banksy è puramente finanziarioBanksy non pretenderà di sapere meglio di noi come gestire una nave e noi non pretenderemo di essere artisti.” afferma Klemp.

Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni quest’anno più di 7.600 migranti sono stati intercettati e riportati in Libia, dove subiscono sistematicamente torture e trattamenti disumani documentati dalle organizzazioni per i diritti umani e dai dottori presenti sulle navi delle Ong. Scariche elettriche, contusioni multiple e ripetute sulle piante dei piedi con tubi di gomma (falanga), sospensione per incatenamento degli arti inferiori, percosse con bastoni, ustioni, aggressioni con acido, anchilosi degli arti inferiori da postura fetale obbligata, queste sono solo alcune delle torture documentate dai referti medici.

 

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Twitter: @amiraabdel13

 

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Amira Abdel Shahid Ahmed Ibrahim

Amira Abd El Shahid Ahmed Ibrahim è nata a Roma, nonostante il nome che sembra uscito da un documentario di Super Quark e il cognome così lungo da convincere il funzionario dell’anagrafe a cambiare mestiere il giorno in cui è venuta alla luce possano depistare circa il suo luogo di nascita. Nata sotto il segno dei pesci è una meticcia: metà del sangue che le scorre nelle vene è arabo. Condivide la sua dimora con due gatti grassi, predilige alla maggior parte delle persone i quadrupedi che non hanno il dono della parola, ma all’occorrenza si adatta a interagire con il genere umano. Dopo la cucina, arte nella quale si diletta spesso per rendere chi la circonda una persona più felice e l’arricciarsi i capelli, Amira ha anche degli hobbies che implicano l’uso del suo quoziente intellettivo come: leggere e scrivere. Due funzioni di elementare apprendimento che lei svolge con grande passione. Collabora con il quotidiano on-line Lineadiretta24 dal novembre 2013. Caporedattrice della rubrica di viaggi dal 2016. Leggermente sindacalista dentro odia le ingiustizie che “affollano” il pianeta. Conta di cambiare il mondo un giorno, o di conquistarlo.