Le novità su bitcoin e le altre criptovalute per il 2018

L’argomento della settimana per quanto riguarda l’argomento delle criptovalute interessa da vicino il governo cinese. E’ notizia fresca di stampa quella che riguarda lo stop da parte di Pechino per quanto riguarda le creazione di nuove valute digitali come i bitcoin. Non solo, a parte il fatto che altre valute digitali come ethereum hanno perso il 16% delle azioni passando dalla quota di 300 a 285 dollari, nel giro di qualche giorno, anche il bitcoin ha ceduto l’8% dei propri capitali. E’ anche vero che il fenomeno delle criptovalute ha caratterizzato il 2016-2017, tanto che solo negli scorsi mesi sono state lanciate sul mercato ben 65 Ico, che hanno raccolto quasi 400 milioni di dollari coinvolgendo oltre 100.000 investitori individuali. A questo bisogna anche aggiungere un altro dato oggettivo da tenere in considerazione. L’interessamento e il coinvolgimento diretto da parte di sei delle principali banche mondiali, che si sono adoperate per la creazione di una nuova criptovaluta. Riusciranno dunque Barclays, Credit Suisse, Canadian Imperial Bank of Commerce, HSBC, MUFG e State Street a creare una valuta in grado di competere con il bitcoin? Questa è sicuramente la domanda che si stanno ponendo oggi un numero sempre maggiore di investitori e di assertori che confidano nel successo delle criptovalute. Serve tempo, e capitali, ma alla fine le valute digitali la spunteranno e diventeranno una vera realtà competitiva e capace di sostituire il concetto stesso di scambio di merci e di denaro, per come lo conosciamo adesso nel 2017.

Siamo consapevoli che tutto questo interessa fino a un certo punto ai piani alti di Wall Street, che da questo punto di vista sembrano in linea con la visione di Pechino sulle realtà dei bitcoin e delle criptovalute. Interessante però notare come ai piani alti di istituti di credito e di banche convenzionali si stia discutendo della possibilità di investire sul futuro e quindi sulle criptovalute. Perdere questo treno, potrebbe rappresentare un danno economico senza precedenti, per chi dovesse poi salire successivamente. E’ questo il pensiero che interessa e riguarda da vicino realtà come Barclays o Credit Suisse, così per fare due nomi. A sostenere questa ipotesi ci pensa addirittura il Financial Times. Le possibilità con le utility coin sono davvero sterminate, da qui ai prossimi anni. Pechino risponde quindi con questa chiusura netta e perentoria, che tradotta vuol dire che c’è la paura di perdere il controllo sui capitali fisici. Le banche quindi hanno intenzione di sperimentare in diretta il progetto a fine anno prossimo.

La creazione di questa nuova criptovaluta spetta quindi alla UBS svizzera, al fine di ottenere miglioramento e rendere i mercati finanziari più efficienti, questa sarebbe la direttiva da seguire pedissequamente. La mossa viene nel momento in cui il progetto si sposta in una nuova fase di sviluppo, in cui i suoi membri mirano ad approfondire le discussioni con le banche centrali e ad agire sul rafforzamento della sua privacy dei dati e delle protezioni di sicurezza informatica “. I dirigenti del progetto affermano di aver già coinvolto rappresentanti di varie banche centrali.

Naturalmente il passaggio verso le criptovalute dovrà essere graduale, visto che richiederebbe ancora la cooperazione di banche, scambi, broker, case di compensazione. Questo rimane inevitabile in ottica di prospettiva tecnologica. Un momento dunque stimolante e interessante, questo per il settore del trading bitcoin, che offre buone possibilità di guadagno per questa ultima parte del 2017. Ma stiamo parlando di una cosa teorica o di un fatto concreto? In verità il bitcoin sta coinvolgendo sempre più investitori e risparmiatori, se si analizzano i dati del 2015-2017.

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Redazione