Le favole diventano 3D grazie all’interfaccia Muse

Sogno o son desto? Le favole diventano 3D e i nostri sogni – desideri di felicità, come cantava Cenerentola – entrano a far parte (o quasi) del nostro quotidiano e soprattutto della ‘realtà’ di ogni bambino. Come? Attraverso l’interfaccia Muse, realizzata dai ricercatori dell’Università di Lovanio.

“Le fiabe sono vere”, scrisse Italo Calvino nel 1956 e, ora che le favole diventano 3D, questa affermazione acquista nuove brillanti sfumature. Le parole, per raccontarle, vengono infatti ‘trasformate e tradotte’ in immagini e ambienti tridimensionali in modo da far immergere completamente chi le ascolta nel loro ambiente grazie all’interfaccia Muse (Machine Understanding for interactive StorytElling). A realizzarla i ricercatori dell’Università di Lovanio, nell’ambito del progetto europeo Fet (Future and Emerging Technologies). Si tratta di un modo nuovo per far esplorare e capire le informazioni ‘dando vita’ alle parole attraverso un racconto interattivo in 3D. Funziona come il traduttore Google per le immagini. Partendo da un input (che può essere il linguaggio di una favola per bambini o i materiali di divulgazione medica per i malati) Muse elabora le parole, le traduce in conoscenza che rappresenta in azioni, persone, storie e ambiente, per poi metterle in scena in mondi tridimensionali, che permettono ai bambini o, per esempio, a chi deve entrare in ospedale, di esplorare il nuovo ambiente grazie ricostruzioni e gioco guidato. Questo è possibile grazie agli algoritmi che imparano ad associare il linguaggio naturale delle persone, anche con le sue ripetizioni, e i dati visivi in modo da creare in tempo reale una sorta di dizionario visivo. Le applicazioni e i contesti in cui può essere usata questa tecnica sono numerosi: per esempio per comunicare ai cittadini informazioni complesse e difficili da intendere, o per spiegare terapie mediche, o ancora  per far esplorare a persone con mobilità limitata posti e scenari in cui – per loro – non sarebbe possibile andare.

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@_mchiara

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Mariachiara Oliva

Più conosciuta sotto falsa identità, i suoi migliori amici sono i libri, la musica e la scrittura. Cura un blog e ha scritto un lungo componimento poetico, ma sempre sotto falso nome. Non ama parlare di sé, preferisce che lo facciano gli altri. Ma in sua presenza, che sia chiaro. Da quando collabora con TV & Costume ha capito che il televisore non è solo un'estensione del tavolino.