Lascia figli in auto per portare la moglie a partorire

Lascia figli in auto per portare la moglie a partorire

Lascia i figli in macchina per andare dalla moglie che sta partorendo il terzo figlio. Il pianto dei bambini, di 1 e 2 anni, attira l’attenzione di un passante, poi arriva il padre.

Un uomo ha lasciato i due figli, di 1 e 2 anni, nell’auto, per andare in ospedale dalla moglie, che stava partorendo il terzo figlio. È successo a Roma. Il padre ha parcheggiato la vettura nello spazio predisposto al Policlinico Gemelli, poi è sceso, per recarsi dalla moglie che era nell’ospedale e stava partorendo il terzo figlio, ma ha lasciato nell’automobile i due bambini, i quali si sono messi a piangere, attirando l’attenzione di un passante. Quest’ultimo ha lanciato l’allarme, chiedendo aiuto. Sono accorsi i vigilanti dell’ospedale ed i medici, i quali stavano per forzare l’auto per liberare i bambini, ma poi è arrivato il padre ed ha aperto la macchina.

I bambini stanno bene, ma sono stati portati al pronto soccorso pediatrico, dove sono stati trattenuti in osservazione per accertamenti sulle condizioni di salute. Sul posto è intervenuto anche un agente di polizia presente all’interno dell’ospedale. Il padre, un russo, ha riferito che la moglie stava partorendo il terzo figlio, e che si era recato con lei al Pronto Soccorso di Ostetricia e Ginecologia.

Fortunatamente, la vicenda del papà russo e dei suoi bambini non si è conclusa nel peggiore dei modi, ma in moltissimi casi un’involontaria dimenticanza di un genitore ha portato al tragico epilogo, come nel recente caso di San Pietro a Grado, in provincia di Pisa, dove un uomo ha dimenticato la figlia, di appena 7 mesi, nell’auto parcheggiata nello stabilimento dove lavorava. È per evitare episodi così tragici che sono stati brevettati dei sensori che rilevano la presenza del bambino e attivano un dispositivo in grado di segnalarla attraverso un segnale bluetooth-wifi.

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Ramona Bastiani

Io so di non sapere, diceva Socrate, ed è questo che mi spinge ad incamminarmi su sentieri inesplorati. Da sempre appassionata di classici greci e latini, mi laureo in...lettere, diranno i lettori...e invece no: giurisprudenza. Armata di pazienza e di coraggio, dritta verso l'ostacolo: il concorso in magistratura. Nel frattempo, pratica forense e tirocinio al Tribunale penale si sono presi il loro spazio. Mi piace esprimermi, in qualsiasi forma, se non esiste la invento. Parlando, ballando, facendo shopping, suonando la fisarmonica, interpretando norme di legge o scrivendo versi in rima, io devo dire la mia. Quale occasione migliore del giornalismo? Mentre mi godo le mie metamorfosi, non rinuncio alla pizza e alla zumba.