La zinnia: il primo fiore nello spazio o forse no

spazioEra il 20 luglio 1969 quando Neil Armstrong mise piede sulla Luna, un’impresa che si credeva irrealizzabile e che aprì le porte alla scoperta dello spazio. Da lì ad oggi sono stati tanti i progressi fatti: basti pensare alle sonde inviate per studiare soprattutto la composizione di nuovi pianeti, come ad esempio Curiosity, inviata su Marte dalla Nasa per analizzare campioni di terreno e rocce, confermando che sul pianeta c’era stato un ambiente favorevole al sostentamento della vita microbiotica.

Pertanto da qui a far sì che un fiore nasca nello spazio il passo è breve, anche se non scontato: risale a sabato il tweet dell’astronauta della Nasa Scott Kelly, in cui compare la foto di una specie di grande margherita arancione, più propriamente chiamata zinnia. Si tratta di una pianta che cresce in Centro America e che è stata scelta dagli scienziati in quanto particolarmente difficile da coltivare, sia relativamente ai tempi, piuttosto lunghi (60- 80 giorni) , sia relativamente all’ambiente e alla luminosità. Infatti sono state tante le difficoltà da affrontare tra muffe, troppa umidità e accartocciarsi delle foglie, ma come ha dichiarato Gioia Massa, responsabile del programma Veggie, “è vero che le piante non sono cersciute perfettamente, ma abbiamo imparato molto da questo”. E sì perchè la coltivazione è avvenuta nel Veggie plant growth facility della Stazione Spaziale Internazionale e rientra quindi nel progetto Veggie, inaugurato nell’aprile 2014, che prevede appunto lo studio di vegetali in condizioni di microgravità. Allo scorso agosto infatti risale la coltivazione e quindi il raccolto della prima lattuga spaziale.

Tuttavia quello che Kelly ha definito “il primo fiore mai cresciuto nello spazio” non è tale in quanto il primato spetta ai russi, che nel 1982 coltivarono alcune piante di Arabidopsis thaliana nella stazione spaziale sovietica Salyut-7 e nel 2012 fu la volta di un girasole sbocciato nello spazio, ad opera di Donald Pettit.
Duqnue Ketty non sarà stato il primo a coltivare una pianta nello spazio, ma sicuramente questi studi potrebbero rivelarsi molto importanti in vista di futuri viaggi umani nello spazio. Intanto ci si prepara alla coltivazione in orbita di pomodori, prevista per il 2017.

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Ludovica Pallotta